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Reinserimento socio-lavorativo di persone detenute: al via a Catanzaro “InsideOut” (VIDEO)

Si chiama “InsideOut”, ovvero, dentro e fuori, il progetto col quale la Caritas ed il Centro calabrese di solidarietà di Catanzaro punteranno al reinserimento socio-lavorativo ed all’accoglienza abitativa di persone detenute in carcere. È, in fondo, null’altro che l’applicazione del fondamentale principio della funzione riabilitativa della pena, che fa leva anche su misure alternative alla detenzione tant’è che, come ha spiegato la direttrice della Casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, Angela Paravati, una delle sezioni del progetto prevede che i detenuti possano lavorare fuori dalle mura carcerarie grazie a borse-lavoro che consentiranno loro di poter contare su una retribuzione, senza la quale il reinserimento sociale rappresenterebbe una pura utopia. Ma il progetto ha anche un non trascurabile aspetto di pubblica utilità poiché le persone coinvolte effettueranno gratuitamente lavori di manutenzione nelle parrocchie. Un modo per saldare una parte del debito con la comunità le cui regole hanno violato.

“InsideOut” è anche una forma alternativa all’improduttiva staticità della detenzione domiciliare, e può diventare un’importante esperienza di apertura del carcere rispetto al territorio. Ma l’aspetto centrale, ricorda il direttore della Caritas della diocesi Catanzaro-Squillace,don Roberto Celia, è quello umano: la principale difficoltà, sottolinea il sacerdote, sarà infatti quella di demolire i pregiudizi che è uno dei principali ostacoli alla realizzazione della giustizia riparativa.

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