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Rete di pedofili in Trentino, coinvolto anche il giudice Amato

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La sezione disciplinare del Csm ha disposto – a quanto rivela l’Ansa – la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio ed il collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura di Gaetano Maria Amato, giudice della Corte d’Appello di Reggio Calabria, arrestato dalla polizia di Messina per pornografia minorile, lo scorso 2 ottobre.

Il magistrato, 58 anni, figura tra le persone coinvolte nell’inchiesta della Procura di Trento su una presunta rete di pedofili dediti allo scambio di immagini online. La notizia del suo arresto era stata diffusa il 2 ottobre scorso.
Le indagini, condotte dalla polizia postale di Bolzano, sono iniziate circa un anno e mezzo fa dall’analisi del pc di un uomo di 38 anni, altoatesino. 10 le persone arrestate, 47 le perquisizioni, cui si aggiunge il sequestro di ingente materiale informatico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori.

Le indagini hanno preso il via dall’arresto del 38enne altoatesino, avvenuto il 1 febbraio 2016, trovato in possesso di foto e video pornografiche di minorenni, materiale che l’arrestato diceva di aver scaricato da internet. Gli investigatori sono riusciti, attraverso l’utilizzo di particolari software, a ricostruire moltissime conversazioni dalle quali emergeva la morbosità degli interlocutori nei confronti di pratiche sessuali con minorenni

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