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Riccardo Iacona (PresaDiretta): «C’è chi vuole oscurare la pericolosità della ‘ndrangheta»

Il giornalista è stato intervistato da Michele Cervo per “Articolo 21. Liberi di...” Scritto da:

«C’è chi vuole oscurare la pericolosità della ‘ndrangheta». L’affermazione, tanto seria quanto significativa, è del giornalista Riccardo Iacona, conduttore di “PresaDiretta” su Rai3. Iacona è stato intervistato da Michele Cervo per “Articolo 21. Liberi di… Il dovere di informare il diritto ad essere informati”, sito internet (www.articolo21.org) dell’omonima associazione che riunisce esponenti del mondo della comunicazione, della cultura, giuristi, economisti e intellettuali sensibili al tema della libertà di manifestazione del pensiero. Intervista realizzata all’indomani delle critiche ricevute da “PresaDiretta” per il lungo e accurato servizio dedicato alla fondamentale inchiesta “Rinascita Scott” coordinata dalla Dda di Catanzaro che è guidata da Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica. Incalzato dalle domande sull’intervento dell’Unione camere penali della Calabria, Iacona ha tra l’altro affermato: «Un attacco al diritto dovere d’informare costituzionalmente tutelato. Giustamente tutte le testate hanno raccontato quello che l’inchiesta ci consegnava: la capacità pervasiva della ‘ndrangheta. Qui c’è un assunto che è pericolosissimo che riporta le lancette dell’orologio a quando nella trasmissione Samarcanda di Michele Santoro ci dicevano che la mafia non esiste. Per loro non esiste altra verità che quella giudiziaria, quindi con questo criterio non avremmo mai raccontato il paese reale e secondo loro avremmo dovuto aspettare il terzo grado. Questa è mancanza di cultura: dire che non esiste altra verità da quella accertata nelle sentenze. Se un avvocato incontra ed abbraccia i mafiosi, quella è una verità, a prescindere se poi verrà condannato oppure no. Questo ci dà il quadro di un paese e la gente deve conoscere ciò che succede. Questa è la differenza tra un paese libero e la dittatura »

Iacona nelle sue risposte focalizza l’attenzione sulla pericolosità assoluta della ‘ndrangheta: «Nessuno ha fatto il processo in televisione, non c’è un’immagine del processo, non poteva esserci perché abbiamo finito le riprese prima. Però nella furia iconoclasta contro la trasmissione, da parte delle camere penali calabresi, si dimentica che ci sono centinaia di magistrati e giornalisti oggi sotto scorta. Qui si tratta la ndrangheta come se fosse un reato da gabellare. In questo attacco furioso all’informazione, ed i colleghi calabresi hanno ben capito la portata, c’è anche questo: esporre chi racconta la ndrangheta al rischio di una rappresaglia. E questo vale anche per i magistrati. Qui c’è una sottovalutazione totale del pericolo ndrangheta, di come sia organizzata militarmente e del suo inserimento nel tessuto sociale, economico e democratico del Paese. Tra l’altro credo sia la prima volta che le camere penali minacciano uno sciopero contro una trasmissione televisiva. Anche questo fa capire che si è superata la misura. Si può polemizzare, dire che il lavoro è fatto male che non mi piace come lavora Iacona, si può dire quello che si vuole, però non si può stravolgere il diritto dovere d’informare».

Questa infine la risposta alla seguente specifica domanda sulle dichiarazioni del procuratore Gratteri: «Che sensazione hai provato quando Gratteri ha dichiarato “se tocchi certi livelli prima o poi te la faranno pagare?». «La stessa che hanno provato – risponde Iacona – le persone che hanno seguito il programma.  Preoccupazione. Perché si vede che la questione della criminalità si è saldata con la questione del potere ed è una cosa che va assolutamente eradicata. Gratteri nei tre interventi che ha fatto non ha mai nominato un imputato, ha volato molto alto e tutte le cose che ha raccontato sono frutto di anni e anni di lavoro sul fenomeno ‘ndrangheta. Il processo non è a Mancuso o a Pittelli, la puntata si chiama “processo alla ‘ndrangheta”. Gratteri ha parlato della ‘ndrangheta, della sua capacità di avere occhi ed orecchie nella Procura. Queste sono cose molto importanti, notiziabili, che le persone devono sapere, perché così si muove la ndrangheta in tutto il mondo. Sono assolutamente false le accuse che gli vengono mosse di aver utilizzato la trasmissione per spostare le sorti del processo dalla sua parte. Ripeto, se giudici e giornalisti non devono più parlare, se le inchieste non le dobbiamo più fare, questo disegna una dittatura non un paese libero e democratico».

 

LEGGERE ANCHE, vedi titoli e link in fondo:

Lotta alla ‘ndrangheta, Rinascita Scott e PresaDiretta: ilfattoquotidiano, lettera aperta del pm Paolo Sirleo: https://www.tgcal24.it/lotta-alla-ndrangheta-rinascita-scott-e-presadiretta-su-rai3-fattoquotidiano-it-lettera-aperta-del-pm-paolo-sirleo/

La Lettera aperta del pm Sirleo pubblicata su ilfattoquotidiano.it: https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/21/presadiretta-e-stupefacente-che-non-si-parli-dellinchiesta-sulla-ndrangheta-ma-solo-di-chi-indaga-la-lettera-del-pm-paolo-sirleo/6140628/

I “macigni” di Nicola Gratteri durante l’intervista con Iacona nell’ultima puntata di PresaDiretta su Rai3: https://www.tgcal24.it/i-macigni-di-nicola-gratteri-durante-lintervista-a-iacona-nellultima-puntata-di-presadiretta-su-rai3/

Dal Pd calabrese solidarietà a “PresaDiretta” e a Nicola Gratteri: https://www.tgcal24.it/graziano-dal-pd-calabria-solidarieta-a-presa-diretta-e-nicola-gratteri/

Badolati (Osservatorio Falcone-Borsellino): subdola ma costante azione di delegittimazione nei confronti di Gratteri: https://www.tgcal24.it/badolati-osservatorio-falcone-borsellino-subdola-ma-costante-azione-di-delegittimazione-nei-confronti-di-gratteri/

Saccomanno (Lega Calabria): “Inauditi gli attacchi al Procuratore Gratteri ed alla libertà di stampa”: https://www.tgcal24.it/saccomanno-lega-calabria-inauditi-gli-attacchi-al-procuratore-gratteri-ed-alla-libera-stampa/

Trasmissione “PresaDiretta” di Riccardo Iacona: la senatrice Granato difende la libertà di stampa: https://www.tgcal24.it/trasmissione-presadiretta-di-riccardo-iacona-la-senatrice-granato-difende-la-liberta-di-stampa/

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