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Rifiuti: Conai sceglie 13 comuni calabresi per investire sull’economia circolare

Il Consorzio nazionale per gli imballaggi e l'Anci sostengono i comuni del Sud con i fondi del Pnrr nell'ambito della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti

Sono 13 i Comuni calabresi che faranno parte del progetto del Conai, Consorzio nazionale per gli imballaggi, e dell’Anci per sostenere, grazie ai fondi del Pnrr, i Comuni, ed in particolare quelli del Sud, a colmare il gap che esiste tra le diverse aree del Paese sul fronte dell’economia circolare, della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti. L’annuncio è avvenuto attraverso l’iniziativa “Ansa incontra”, in cui Fabio Costarella, responsabile per il Conai dei piani di sviluppo della raccolta differenziata al centro sud, ha affermato che sono partiti con il progetto a dicembre 2021 in Puglia e che in Calabria i progetti ideati con l’Ato di Reggio Calabria vanno da centri comunali di raccolta a studi per il passaggio alla tariffazione puntuale. “Abbiamo definito alcuni modelli, non solo dal punto di vista progettuale – ha aggiunto Coastrella – ed insieme ad Anci anche il supporto all’iter amministrativo. Abbiamo messo a punto un pacchetto e lo abbiamo modulato alle necessità dei singoli territori”. Con i fondi messi a disposizione dal Pnrr, l’Ato di Reggio Calabria ha deciso di realizzare alcuni interventi chiedendo i relativi finanziamenti. “Abbiamo pensato insieme al Conai – ha detto il direttore generale dell’Ato, Vincenzo De Matteis – di risolvere il problema principale, cioè l’incompletezza del sistema impiantistico. Dal piano d’ambito che stiamo realizzando con il Consorzio, stiamo elaborando il reale fabbisogno della Città metropolitana per completare la dotazione infrastrutturale, ma anche per migliorare l’aspetto della comunicazione e della divulgazione perché va migliorata la raccolta differenziata. Vanno pensate alcune azioni specifiche per quei territori che sono un po’ indietro che hanno un po’ di difficoltà a partire e fare dei passi avanti sul tema della raccolta differenziata. Questo consente a tutte le Ato di giovarne perché interviene anche sulle tariffe del servizio”. Il sindaco di Gioiosa Jonica, Salvatore Fuda, ha parlato del percorso fatto dai Comuni in questi anni. “A Gioiosa – ha detto Fuda – abbiamo proposto il nuovo centro comunale di raccolta. Va detto, però, che abbiamo due binari diversi perché la Regione è un po’ indietro rispetto alle altre. La legge dice che i Comuni organizzati in ambito devono occuparsi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Questo in Calabria non avviene da 20 anni. L’anno zero è stato il 2020 quando abbiamo avviato, e speriamo che si giunga all’approvazione, del piano d’ambito esecutivo che individuerà gli standard del servizio. Corriamo verso la differenziata, ma della differenziata che si fa il 50% viene lavorato e diventa combustibile per il termovalorizzatore, ma l’altra metà va conferita in un impianto di destinazione finale che in Calabria manca e noi stiamo spendendo quasi 300 euro a tonnellata per portare questi rifiuti in altri posti d’Italia. Questo significa impoverimento. Abbiamo stimato 40mila euro al giorno di maggior costo che trasferiamo in altre realtà”.

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