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Rifiuti: si ferma la discarica di Alli, una delle più grandi della Calabria

Anche se si poteva conferire per altri tre giorni, la discarica di Alli, una delle più grandi della Calabria, che serve il comune di Catanzaro e moltissimi centri della provincia, è chiusa. Dall’altro ieri gli impianti di trattamento sono fermi, le vasche sono sature e la principale conseguenza sarà il blocco del servizio di raccolta dei rifiuti. Secondo l’assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, il fermo è determinato dal sequestro di alcune aree della discarica di località Stretto di Lamezia Terme, presso la quale vengono conferiti gli scarti della lavorazione dei rifiuti dell’impianto di Catanzaro. Il sequestro di Lamezia, quindi, ha bloccato «temporaneamente» l’impianto di Catanzaro. Secondo Rizzo la criticità dovrebbe essere superata a breve perché è stato chiesto il dissequestro dell’impianto di Lamezia. Le discariche attualmente in attività non sono sufficienti. Il problema era stato posto le scorse settimane in un incontro tra i presidenti degli Ato calabresi, che avevano proposto l’ampliamento in altezza della discarica di Columbra di Crotone. L’idea è stata subito bocciata dal sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, che per protesta ha abbandonato la riunione anche se questo non significa che il progetto sia stato accantonato. Il progetto è, infatti, in piedi e si aspetta che la società Sovreco, proprietaria dell’impianto, lo confezioni e lo proponga ai presidenti degli Ato calabresi per l’approvazione definitiva. Rizzo sostiene che la soluzione del problema dei rifiuti in Calabria arriverà solo quando tutte le Ato realizzeranno, all’interno dei propri territori provinciali, gli impianti di smaltimento dei riuti, che dovrebbero essere pubblici e non privati.

L’emergenza si estende anche allo Jonio cosentino: per la Ecoross, che gestisce la discarica di località Bucita (Corigliano Rossano, San Demetrio Corone, Scala Coeli, Mandatoriccio, Trebisacce), si aggravano i disagi e i disservizi nella raccolta a causa di rallentamenti e blocchi in atto presso l’impianto finale di trattamento che stanno determinando l’oggettiva impossibilità di conferire i rifiuti con tutto ciò che ne consegue.

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