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Riforma della giustizia, Gratteri a La7: «Penso che si sia persa una grandissima occasione»

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«Da un certo punto di vista si, dall’altro no. Si è discusso se la prescrizione deve decorrere con la richiesta di rinvio a giudizio, col decreto che dispone il giudizio, o con la sentenza di primo grado, poi si è deciso con quest’ultima. Penso che un discorso del genere non vada bene. Dobbiamo invece domandarci prima per quale motivo un fascicolo rimane fermo cinque anni nell’armadio del pubblico ministero, e per quale motivo fermo nell’armadio del giudice. Questa è la “mamma” di tutte le domande. Cosa vuol dire? Vuol dire che il sistema giudiziario, così com’è, è farraginoso, non è proporzionato alla realtà criminale del 2019, e quindi vanno fatte mille riforme contemporaneamente, e fare una rivoluzione al sistema giudiziario tenendo sempre presente la Costituzione. Non abbassare il livello di garanzia dell’indagato e dell’imputato, ma fare le riforme che servono, perchè ancora oggi 4mila Carabinieri si alzano e vanno in giro per l’Italia a fare i messi notificatori, in un Paese dove ognuno ha almeno due telefoni, dove tutti siamo collegati in internet, quando bastava creare la posta elettronica certificata a chi compie 18 anni, e a chi è indigente la paga lo Stato». Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, durante la trasmissione “Otto e mezzo” andata in onda ieri sera su La7, alla domanda posta dalla giornalista Lilli Gruber se il Movimento 5 Stelle facesse bene o meno ad insistere sullo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Sulla riforma della giustizia, incalzando dalla giornalista, Gratteri ha affermato che si sarebbe aspettato una rivoluzione da parte dei pentastellati: «non c’è stata una rivoluzione – ha dichiarato Gratteri – si è perso molto tempo. Le grandi riforme si fanno nei primi sei mesi, perchè qualsiasi Governo, man mano che passano i mesi, ha sempre meno forza ed è sempre più debole. Quindi, non penso proprio che da qui a poco ci sarà, ahinoi, una rivoluzione. Penso che si sia persa una grandissima occasione».

(in foto un momento della trasmissione di La7)

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