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Rischi e limiti della politica calabrese: centrosinistra debole, possibile ubriacatura del centrodestra, populisti consunti

Si avverte un diffuso bisogno di ritorno a partiti veri per un agire politico ricco di idee, di contenuti e di consensi raccolti rifiutando sempre la logica delle clientele Scritto da: REDAZIONE

Premettendo che le categorie di centrodestra e centrosinistra, almeno per come le abbiamo conosciute dall’inizio della Seconda Repubblica in poi, stanno per sparire dallo scenario politico, qualche considerazione sullo stato attuale delle due coalizioni in Calabria dobbiamo pur farla.
CENTROSINISTRA – Implosione dovuta a un progressivo allontanamento dalla politica pura, dalla politica anche ideologica, e resa dei conti più simile a una lotta di potere interna che consuma, disorienta, disaggrega. Le responsabilità sono molteplici, nazionali e locali. Ma c’è un altro rischio: immaginare di superare questo stato di cose puntando sulla società civile, piuttosto che sul rinnovamento reale della rappresentanza politica. Un rinnovamento non necessariamente di tipo generazionale, perché non è l’età anagrafica in politica a certificare se sei “giovane” o “vecchio”, ma di volti ed esperienze sì. A più di qualcuno occorrerebbe dire: hai già dato, e i risultati si sono visti, ora per cortesia mettiti da parte e accetta la sconfitta!
CENTRODESTRA – Le difficoltà enormi del centrosinistra rendono fin troppo facile la vittoria del centrodestra alle prossime regionali, ma anche questo è un pericolo politico. C’è il rischio, infatti di un’ubriacatura, mentre occorrerebbe utilizzare questo vantaggio per piantare paletti, mettere filtri, puntare decisi sulla meritocrazia. Il centrodestra calabrese lo farà? Lo vedremo, anche se il possibile proliferare delle liste potrebbe non andare decisamente in questa direzione.
POPULISTI – Con Mario Draghi alla guida del Governo nazionale e l’intervento pesante dell’Europa in tema di ricostruzione post-Covid, l’era dei populisti è di fatto finita. Oggi la popolazione pretende concretezza di proposte, provvedimenti di governo risolutivi, professionalità al servizio del Paese, capacità diffuse di sanare tutte le piaghe che rendono ancora troppo debole l’Italia.
POLITICA E PARTITI – Ritorno alla Politica con la “P” maiuscola. Se ne avverte il bisogno. Una Politica in grado di raccogliere consensi solo sulle idee e non sulle clientele, una Politica fatta di Politici preparati, una Politica all’altezza delle sfide esistenti. Ritorno della Politica significa riaffermazione del ruolo centrale dei Partiti, rigenerati, veri, solidi, credibili, intenzionati a rilanciare il significato più profondo della militanza. I partiti calabresi, prima ancora degli altri, dovranno porre alla base della loro rinascita il rifiuto pregiudiziale del clientelismo quale metodo per la raccolta del consenso. Il clientelismo andrà bandito, così come dovrà essere gridato ad alta voce il “no” al voto di scambio mafioso.
La Calabria delle prossime elezioni regionali e delle competizioni per il rinnovo dei consigli comunali di Cosenza e di Catanzaro potrebbe fungere da laboratorio politico. Spetta agli attuali partiti decidere di farlo! Non tutto è nero, non tutto è rosa. C’è del buono su cui costruire se le varie negatività verranno finalmente pensionate.

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