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Rischio corruzione nelle province italiane: podio negativo per Crotone, male le calabresi

Scritto da: REDAZIONE

La provincia di Crotone si attesta al secondo posto nella classifica dell’Anac – l’Autorità Nazionale Anticorruzione – in base al grado di rischio corruttivo, stilata all’interno del progetto “Misurazione del rischio di corruzione a livello territoriale e promozione della trasparenza”. Non brillano anche le altre province calabresi sulle 106 italiane: Reggio Calabria si posiziona al sesto posto, seguono Vibo Valentia al 17°, Cosenza al 20°, e Catanzaro al 21°.

Settanta indicatori

A quanto dichiarato da Anac in una nota, «sono stati individuati e attivati 70 indicatori scientifici, una sorta di “red flag”, che riguardano dati di contesto. Sono stati presi in esame quattro elementi: criminalità, istruzione, capitale sociale, economia del territorio e fenomeni ad essi collegati: scioglimento per mafia; reddito pro-capite e ricorso frequente ai contract splitting (cioè la suddivisione dei contratti). Utilizzando le informazioni contenute in varie banche dati, a cominciare dalla banca dati Anac sugli appalti (60 milioni di contratti censiti negli ultimi dieci anni), l’Autorità ha individuato questa serie di “indicatori di rischio corruzione”, che rilevano e segnalano le anomalie».

«Gli indicatori possono essere considerati come dei campanelli d’allarme, che segnalano situazioni potenzialmente problematiche. In questo modo permettono, ad esempio, di avere il quadro di contesti territoriali più o meno esposti a fenomeni corruttivi sui quali investire in termini di prevenzione e/o di indagine, ma anche di orientare l’attenzione dei watchdog della società civile, di attirare l’attenzione e la partecipazione civica. Sono stati identificati ben 70 indicatori per la misurazione e il contrasto della corruzione, suddivisi in 3 aree tematiche distinte:
1. Indicatori di contesto (23 indicatori articolati in quattro ambiti: istruzione, economia del territorio, capitale sociale e criminalità, e 25 altri indicatori);
2. Indicatori sugli Appalti (17 indicatori) incentrati sulla banca dati nazionale dei contratti pubblici di Anac;
3. Indicatori “comunali” relativi ai Comuni sopra 15.000 abitanti (5 indicatori)».

Gli obiettivi del progetto

«Tra gli obiettivi del Progetto, quello di fornire strumenti alle amministrazioni e alla politica per operare con maggiore precisione nei territori per prevenire e combattere la corruzione, ma anche quello di fornire un’immagine corretta del nostro Paese nel mondo, e permettere agli investitori stranieri o di altre regioni d’Italia di valutare le caratteristiche del territorio d’insediamento di nuove attività produttive. Il progetto di misurazione del rischio corruttivo è uno strumento utile anche per definire le scelte del territorio e per aprire un dibattito pubblico, avvicinando sempre più cittadini alla vita politica attiva. Tali obiettivi rientrano nella più ampia finalità di sostenere la prevenzione e il contrasto all’illegalità e promuovere la trasparenza nell’azione della pubblica amministrazione».

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