lunedì, 22 luglio 2024

Ruotolo (PD): «Serve un’Europa che da potenza economica diventa attore politico»

No ponte, sanità, politica internazionale, migranti: sono alcuni dei temi trattati durante un'intervista con il candidato alle Europee

Tappa a Crotone per il candidato alle elezioni Europee nel Partito Democratico per la circoscrizione meridionale, Sandro Ruotolo. Giornalista da cinquant’anni, già senatore della Repubblica nella scorsa legislatura, lo abbiamo intervistato negli studi di Video Calabria – trattando varie tematiche: dalle infrastrutture alla sanità, dai migranti all’agricoltura.

Infrastrutture

«Ormai il Partito Democratico fa parte del movimento “No ponte”, non è più un ospite. E’ una vecchia opera, è una vecchia idea – come dire – di stare nel Mezzogiorno. E’ un’opera che fa acqua da tutte le parti, il progetto non esiste. E’ quella classica cosa da campagna elettorale, da pre-campagna elettorale, che non si è consolidata». «Noi abbiamo bisogno di ben altre infrastrutture. Abbiamo 14 calabresi su 100 che rinunciano alle cure, abbiamo 70.000 calabresi che ogni anno hanno ripreso a fare i viaggi della speranza nel Nord. Abbiamo comuni dove manca l’acqua potabile, abbiamo le linee ferroviarie, le strade. Sul porto di Gioia Tauro? Certamente la portualità deve entrare dentro all’Europa».

L’idea di Europa

«E’ un’Europa che da potenza economica diventa attore politico a tutti gli effetti sulla scena internazionale. In questi due anni, tra la guerra in Ucraina e quello che sta succedendo a Gaza nel conflitto israeliano-palestinese, stiamo vedendo che l’Europa non ha toccato palla. E allora, certamente, una politica di difesa comune, ma non l’esercito che deve andare con i soldatini – ma è una politica estera comune. E sicuramente c’è bisogno di pace».

Migranti

«La legge del mare ci dice solo una cosa: bisogna aiutare. L’Italia non vuole le ONG per mare? Sostituisca le ONG ai mezzi, come nel 2013 ci fu quella grande operazione di soccorso in mare dopo la strage di Lampedusa con le 368 vittime. Dopodiché, l’Europa ha bisogno di immigrati: vanno regolarizzati, va fatta una politica di flussi e, certamente, l’Italia non può sobbarcarsi tutto il peso perché, è chiaro che dal continente africano arrivi a Lampedusa, arrivi a Cutro, arrivi a Roccella. Non è che arrivi in Germania ,o arrivi nei paesi scandinavi. Quindi, da questo punto di vista, l’Italia ben dice a volere una ridistribuzione degli immigrati. Non è che siccome toccano il suolo in Italia, li dobbiamo identificare noi e basta. No, va fatta una politica di concertazione».

«Dobbiamo costruire l’Europa, dobbiamo avere un’idea di Europa che non è quella del pareggio di bilancio, quella dei banchieri, quella dei burocrati. Ognuno di noi si ricorda le scene drammatiche della Grecia in bancarotta. A noi l’Europa che piace è quella che va in soccorso delle popolazioni in difficoltà, come l’Italia con la pandemia».

«L’Italia esce dalla crisi se c’è anche il Mezzogiorno: se non c’è il Mezzogiorno, quelle che oggi sono le regioni più ricche dell’Italia, diventeranno povere».

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