Cronaca Notizie

Sacra corona unita e ‘ndrangheta insieme per controllare il mercato del pesce

La ‘ndrangheta reggina si sarebbe infiltrata nel mercato tarantino della vendita dei prodotti ittici, estromettendo con modalità mafiose gli altri operatori commerciali e acquisendo società intestate a prestanome. Il quadro emergerebbe dalle indagini che hanno portato, questa mattina, ad un blitz dei Carabinieri scattato tra le province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani, ma anche in altre regioni della penisola.

Dagli elementi raccolti dagli inquirenti la Sacra Corona Unita, organizzazione mafiosa pugliese, sarebbe dunque collegata con la ‘ndrangheta calabrese, in particolare con la cosca dei Bellocco di Rosarno, nel reggino.

I Carabinieri del Ros stanno eseguendo alcune ordinanze di custodia cautelare (11 in carcere, una ai domiciliari) e un obbligo di firma, oltre a sequestri preventivi di beni; si tratta di provvedimenti emessi su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Lecce, nei confronti dei presunti componenti di una frangia della Sacra Corona UnitaLe accuse contestate vanno dall’associazione mafiosa, al traffico di stupefacenti, all’estorsione, al danneggiamento, armi e trasferimento fraudolento di valori.

Nel corso delle indagini, avviate nel 2014, sono emersi – secondo gli inquirenti – “chiari ed inequivocabili elementi di reità in ordine all’esistenza di un sodalizio criminale avente connotazioni tipiche mafiose”, operante sul territorio di Massafra (Taranto) e aree limitrofe, capeggiato da Cataldo Caporosso, già condannato con sentenza irrevocabile per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Il pregiudicato avrebbe avuto legami con il boss calabrese Umberto Bellocco, ‘patriarca’ della ‘ndrangheta, a capo dell’omonima cosca di Rosarno (Reggio Calabria) e ritenuto tra i fondatori della Sacra Corona Unita. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di un’attività di onoranze funebri, quattro veicoli e diversi rapporti finanziari bancari e postali attivi, riconducibili a Cataldo Caporosso e ai suoi familiari.

 

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