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Salvatore Gaetano: Orgoglio Crotonese significa difendere il proprio territorio a denti stretti

"Io amo tutta la Calabria, anche i paesini più sperduti, però rifletto su un dato oggettivo: finora la politica ha emarginato e ignorato troppo Crotone e i Crotonesi"

Nuovo intervento di Salvatore Gaetano, noto editore televisivo, sui concetti fondanti del movimento Orgoglio Crotonese. “A tutte le persone che incontro – spiega Gaetano – sto spiegando che se Crotone non riesce a fare quadrato, soprattutto alle prossime elezioni regionali, continueremo a svolgere un ruolo di terzo e quarto piano, da sudditi di un sistema politico che decide in altre aree e purtroppo, com’è evidente, anche per altre aree. Voglio subito sgombrare il campo da possibili ragionamenti di campanile: io amo tutta la Calabria, da Reggio al Pollino, paese per paese, contrada per contrada. Sto solo dicendo che in questi ultimi anni, troppi anni, Crotone è stata emarginata, messa da parte, colonizzata. Crotone ha dato linfa a tanti che non hanno poi restituito nulla in termini di attenzione politica per le esigenze di sviluppo del territorio. I Crotonesi devono prendere atto di questa situazione e non commettere più lo stesso errore. Siamo Crotonesi e dobbiamo gridarlo forte. E per una volta i fratelli Calabresi delle altre province devono aiutarci a invertire questa tendenza e dare loro una mano a Crotone”.

L’analisi di Salvatore Gaetano si sposta poi in maniera specifica sul peso politico dei vari rappresentanti del territorio: “Crotone in questo momento esprime un deputato, che milita in Forza Italia, Sergio Torromino. Siamo buoni amici, perché veniamo dalla stessa fatica di imprenditori, e glielo ripeto in continuazione con estrema franchezza: occorre cementare i Crotonesi attorno a un progetto politico unitario che non lasci spazio ai colonizzatori di sempre. Orgoglio Crotonese, è questo il collante sul quale dobbiamo ragionare per coinvolgere tutti i settori della nostra società. Più siamo divisi, più apriamo le porte, più dobbiamo recarci con il cappello in mano per chiedere attenzione politica per il territorio di Crotone. Dico no! Dico basta! O siamo capaci di essere uniti come un pugno chiuso o non riusciremo a risollevare le sorti della nostra terra. Siamo stati il centro del mondo, siamo stati la capitale della Magna Grecia, con la Scuola di Pitagora e dei Pitagorici continuiamo a influenzare il pensiero mondiale, a ogni livello, e non siamo capaci di fare sintesi tra di noi? Una sintesi che deve prescindere anche dai contenitori politici, dai simboli, pur importanti per delineare orientamenti culturali e ideali. Ma la situazione di drammatica emarginazione che vive oggi Crotone la possiamo superare solo battendo i pugni sul tavolo regionale della politica e gridando che noi ci siamo e vogliamo che la nostra provincia abbia finalmente un peso”.

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