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Sanità, accreditamenti: sindacati calabresi all’erta (VIDEO)

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Rivalutare i meccanismi di individuazione dei componenti dell’Ota, l’organismo tecnicamente accreditante di cui la regione si avvale per i procedimenti finalizzati all’accreditamento delle strutture e che ha un ruolo strategico, delicatissimo nei meccanismi della sanità privata calabrese perchè dalle sue attività dipendono i destini di ospedali e cliniche, ovvero le risorse ad esse assegnate per svolgere le attività di assistenza e migliorare la qualità di cure e servizi. È quello che chiedono i settori funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil i quali, dopo la lettera scritta il 12 luglio scorso al presidente della Regione per segnalare come al vertice dell’organismo fosse stata posta una figura non appartenente ai ranghi dirigenziali, tornano a fare nuovamente appello ad Oliverio, lamentando il fatto che si sarebbero aspettati un intervento immediato già dopo la prima comunicazione. Invece non è arrivata alcuna risposta, segno di una volontà, giudicata sprezzante, di calpestare le tanto declamate esigenze di trasparenza e legalità nella conduzione del sistema sanitario calabrese. Le strutture sanitarie accreditate erogano prestazioni per conto del Servizio sanitario regionale, il che rappresenta per i cittadini la migliore garanzia del fatto che esse possiedano i necessari requisiti di qualità. La questione dell’assetto organizzativo dell’Ota calabrese è stata posta all’attenzione anche del commissario per il piano di rientro, Saverio Cotticelli, del direttore generale del dipartimento tutela della salute, Antonio Belcastro, e del ministro della salute, Giulia Grillo, ai quali i segretari di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica segnalano “eccezioni e irregolarità di natura tecnico-giuridica, oltre a svariate ragioni di mera opportunità, che condizionano la composizione e lo stesso regolamento dell’Ota”. Del resto, era stato proprio il nuovo commissario a revocare il decreto del suo predecessore, Massimo Scura, proprio per lestorture tecniche e normative che lo caratterizzavano: per il commissario Cotticelli, a presiedere l’Ota doveva essere una figura terza, garante dell’imparzialità delle procedure di accreditamento istituzionale. Ma proprio per questo i sindacati affermano che non si sarebbero aspettati che venisse perfino modificato il regolamento generale consentendo di presiedere l’organismo ad una figura non dirigenziale: un fatto grave, sottolineano Cgil, Cisl e Uil, proprio in considerazione del ruolo strategico che l’organismo deve assolvere. Il sospetto è che la modifica regolamentare sia stata apportata per sanare un macroscopico errore.

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