sabato, 20 luglio 2024

Sanità: ammonta ad oltre 1 miliardo e 220 milioni il debito calabrese nei confronti dei creditori

La cifra non rappresenta il dato complessivo, ma quello massimo deducibile dalle richieste creditorie che sono arrivate

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Si è conclusa la prima fase di accertamento del debito sanitario in Calabria: è quanto è emerso dalla conferenza stampa convocata oggi pomeriggio dal presidente della Regione – nonché commissario al rientro sanitario – Roberto Occhiuto insieme al sub commissario Ernesto Esposito, al commissario straordinario di Azienda Zero Giuseppe Profiti, e al direttore generale del Dipartimento Salute della Regione Iole Fantozzi.

Al 31 dicembre 2022 – in totale – il debito calabrese nei confronti dei creditori ammonta a 1.226.544.075 – ovvero 1 miliardo 226 milioni 544mila e 77 euro: nello specifico, i crediti maturati prima del 31 dicembre 2020 ammonterebbero a 862.709.609 euro, mentre le richieste di crediti per gli anni 2021 e 2022 a 363.834.468 euro. Le due cifre, a quanto appreso dalla conferenza stampa, «non rappresentano il debito complessivo della sanità calabrese, ma quello massimo deducibile dalle richieste creditorie che sono arrivate». La Regione prevede «che, all’esito delle verifiche che svolgeranno i gruppi di lavoro presso le Aziende sanitarie e ospedaliere, con l’ausilio della Guardia di Finanza, il debito reale sarà molto più basso». Inoltre «qualora i fornitori non diano risposta entro il 31 dicembre 2022 alla prevista circolarizzazione obbligatoria, il corrispondente debito si intende non dovuto» – è scritto nel Decreto Calabria prorogato il 14 dicembre scorso.

«Partiranno adesso le operazioni – anche grazie all’ausilio della Guardia di Finanza – dirette a verificare quante di queste pretese creditorie hanno i presupposti per trasformarsi in vero debito e quante di queste istanze, invece, sono frutto di duplicazioni e di errori contabili, ovvero prive di basi giuridiche in quanto non fondate su contratti validi».