Notizie Primo Piano Sanità Video

Sanità, che fine farà il Decreto Calabria? (VIDEO)

Lento a carburare (ma questo c’era da aspettarselo, sarebbe stato sorprendente il contrario), il decreto Calabria per ora non riesce a produrre la necessaria svolta in un settore chiave della spesa regionale e della vita sociale, e la crisi di governo in piena estate non è certo di aiuto. Finora si sono già registrate difficoltà enormi per riuscire ad individuare i manager delle aziende sanitarie ed ospedaliere, senza contare le dimissioni dei reggenti che erano stati nominati per le aziende sanitarie di Catanzaro e Cosenza. La prospettiva di nuove elezioni finirebbe inevitabilmente per rendere ancora più problematica l’individuazione delle figure adatte, che ha incontrato resistenze, rifiuti e ripensamenti. Proprio l’acefalia di due delle più grosse aziende sanitarie calabresi sta aggravando i problemi: a quelli di gestione, infatti, si aggiungono quelli, in fondo ancora più dolorosi, perché colpiscono i cittadini, specie gli strati economicamente deboli e gli anziani, di carattere squisitamente sanitario. Del resto, basta osservare una qualunque giornata in un pronto soccorso di un ospedale a caso della nostra regione per rendersi conto che l’obiettivo dei minimi livelli essenziali di assistenza è assolutamente remoto. Le ferie ed i pensionamenti incentivati da quota 100 hanno desertificato i reparti, il personale è quello che è, i turni per medici ed infermieri in questo periodo dell’anno sono massacranti e le ripercussioni non possono che essere a svantaggio dell’utenza. Quella del personale è una delle principali questioni da risolvere con urgenza ma è inutile farsi illusioni ed è scontato che occorra resistere ancora per qualche mese, nel migliore dei casi. Ma anche per quel che riguarda l’adozione di provvedimenti che possano sbloccare il turn-over, c’è da fare i conti con la situazione politica nazionale: bastava vedere il livello del dibattito di ieri al Senato per rendersi conto di quale sia la considerazione in cui i partiti tengono i problemi che toccano il Paese e la vita di tutti i giorni. Servirebbe almeno un’assunzione di responsabilità, ed in questo senso è da valutare positivamente la lettera che il commissario per il piano di rientro, Saverio Cotticelli, una settimana fa ha inviato una lettera al presidente della Regione per chiedere la fissazione di un incontro che chiuda almeno la vicenda delle nomine dei commissari delle aziende, che alla luce del decreto del governo devono essere concordate tra la struttura commissariale e la giunta regionale, altrimenti intervengono d’imperio il consiglio dei ministri ed ministero della Salute. La risposta di Oliverio, tuttavia, è stata desolante: il presidente dei calabresi ha detto di non essere interessato ad intavolare trattative sui manager, ed ha aggiunto di essere interessato a risolvere i veri problemi del settore. Evidentemente, per Oliverio che le aziende non abbiano una guida non è un problema o forse, a suo avviso, la salute delle persone non dipende anche da questo. Che è un po’ come dire che se le Ferrovie della Calabria non hanno un amministratore ed i treni si fermano in continuazione non c’è relazione di causa ed effetto. Si va avanti nel caos più totale. E per i cittadini c’è solo da augurarsi di non aver bisogno di assistenza. Specie in questi giorni.

F.S.

2 Condivisioni