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Sanità, lo scandalo “Cuore Matto” di Catanzaro ha anche potenziali risvolti di natura politica?

Lo scandalo “Cuore Matto” di Catanzaro ha anche potenziali risvolti di natura politica? L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, con indagini effettuate dal Comando provinciale della Guardia di Finanza del capoluogo, contesta la fraudolenta percezione di rimborsi per circa 10,5 milioni di euro (tra il 2013 e il 2019) a danno del Servizio Sanitario Regionale, a fronte di quelli che sono stati ritenuti come mille falsi ricoveri in terapia intensiva coronarica. Il Gip del Tribunale di Catanzaro, vagliate le richieste della Procura, ha emesso un’ordinanza cautelare (divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali) ed ha ordinato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, delle somme di denaro profitto dei reati contestati (i menzionati 10,5 milioni di euro). Nell’occhio del ciclone è finita la notissima Clinica “S. Anna”, struttura sanitaria regionale di altà specialità per il trattamento e la cura delle malattie cardiovascolari. La corposa e complessa inchiesta ha portato, fino ad ora, anche all’iscrizione di alcuni soggetti nel registro degli indagati per il reato di violenza o minaccia per costringere taluno a commettere un reato. Le indagini ovviamente proseguono e si indirizzano sia nel valutare il possibile coinvolgimento di altri dipendenti della clinica, sia nei confronti dell’apparato burocratico, tra Asp di Catanzaro e Regione Calabria deputate alla gestione e alla verifica dei requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici necessari per l’accreditamento delle strutture sanitarie private.

Ritorniamo ora alla domanda iniziale, che appare quanto mai attuale e dovuta: lo scandalo “Cuore Matto” di Catanzaro ha anche potenziali risvolti di natura politica? Lo scandalo “Cuore Matto”, infatti, tocca nel complesso il tema della gestione politica della sanità in Calabria, settore già ampiamente coinvolto, dalle pendici dell’Aspromonte al Pollino, in inchieste giudiziarie di varia natura. La spesa sanitaria, è noto, rappresenta la fetta nettamente maggioritaria del bilancio regionale, ed il mondo della sanità calabrese pesa quindi molto in termini sociali, economici ed anche politici nell’accezione più ampia del termine. Uno scandalo del genere, lasciando il tempo necessario all’autonomo lavoro dei magistrati per valutare ogni tipo di responsabilità, tocca quindi anche la dimensione politica per l’importanza, la dimensione e il peso specifico che ha.

E sempre a proposito di livello politico, c’è da chiedersi: eventuali responsabilità a carico degli apparati burocratici che avrebbero peccato, se la magistratura dovesse contestarlo e provarlo, di mancanza di adeguati controlli e della relativa ingiusta erogazione di somme così considerevoli, viaggerebbero in maniera totalmente autonoma e quindi senza alcun tipo di coinvolgimento della politica? Sono solo legittime domande che poniamo senza la presunzione di avere risposte in tasca, né in un senso né in un altro. Ma l’argomento oggetto dello scandalo “Cuore Matto” ha uno spessore tale da indurre la stampa a porsi domande non superficiali. Solo domande! In ogni caso, e a prescindere anche da questa specifica ed ennesima inchiesta che riguarda i servizi pubblici regionali, il tema del rapporto che esiste fra politica e sanità in Calabria andrebbe approfondito in ogni suo dettaglio. Ne riparleremo!

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