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Sanità, riunione al Ministero: c’è cauto ottimismo per il futuro dei precari (VIDEO)

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È il decreto legge sulle crisi aziendali, che in questi giorni è in fase di conversione al Senato, la speranza dei 1.204 precari della sanità calabrese fra medici, infermieri, tecnici ed operatori. Dopo la doccia gelata dell’altro ieri, quando il commissario Cotticelli, di fronte alla terza commissione del Consiglio regionale, sembrava aver chiuso la porta a qualunque tipo di soluzione parlando di invalicabilità della legge, la riunione di ieri presso il Ministero della Salute ha ridato speranza ed un cauto ottimismo ai lavoratori, che rischiano di lasciare, entro fine anno, le corsie degli ospedali in cui hanno lavorato negli ultimi quattro anni senza più farvi ritorno. Durante la riunione, che ha riguardato esclusivamente il personale, il delegato regionale alla sanità, Franco Pacenza, ed il direttore del dipartimento salute, Antonio Belcastro, hanno chiesto di prorogare la scadenza delle graduatorie e di differire al 31 dicembre 2019 i termini della rinnovabilità dei contratti, in considerazione del fatto che il blocco delle assunzioni alla data prevista dalla legge Madia ha trovato gran parte degli operatori sanitari calabresi privi di uno dei requisiti essenziali per la stabilizzazione previsti dalla legge Madia. Provvedimenti, quelli chiesti dalla Regione, straordinari ed urgenti, e da inserire nel decreto legge 101. Il capo di gabinetto del ministero, Zaccardi, ed i tecnici hanno ritenuto oggettivo e possibile il percorso avanzato dalla Regione ma si sono riservati un approfondimento in sede legislativa, dal quale dipenderanno le sorti di centinaia di persone ed a seguito del quale il tavolo sarà nuovamente riconvocato. Se il parere dei tecnici fosse positivo, il provvedimento dovrebbe poi essere presentato entro il 3 ottobre, termine ultimo per inserirlo nel decreto all’attenzione di Palazzo Madama. I tempi, dunque, sono strettissimi, ma a distanza di poche ore dal gelido approccio di Cotticelli almeno adesso le centinaia di professionisti che hanno contribuito, in questi ultimi anni, a garantire servizi essenziali nel settore sanitario possono sperare in una soluzione in extremis alla loro vertenza. Su una cosa, tuttavia, Cotticelli aveva ragione: quando si fanno i concorsi si dovrebbe avere la quasi certezza di poter poi procedere alle stabilizzazioni, offrendo certezze ai lavoratori. Evitando di usare la precarietà come leva elettorale, lasciando in eredità problemi enormi e mandando in fumo le aspettative dei lavoratori.

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