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Sbarco di migranti a Sellia Marina: individuati e fermati i presunti scafisti

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(foto d'archivio)

Subito dopo lo sbarco dei 75 cittadini stranieri extracomunitari, avvenuto durante la notte del 2 ottobre a Sellia Marina (CZ), sono scattate immediate le indagini e soprattutto le ricerche delle imbarcazioni e dei scafisti. Come è noto, le barche sono state individuate nello specchio di mare antistante Sellia, una barca a vela e un tender con il quale gli stranieri sono stati portati a terra. Poco dopo, una delle Volanti della Questura catanzarese, allertate per le ricerche, a Catanzaro Lido hanno notato due uomini con fare sospetto. I due, a seguito di perquisizione personale, sono stati trovati in possesso di due zaini contenenti alcuni indumenti ancora bagnati, un paio di scarpe ancora intrise di sabbia, un paio di pinne nonché tre bandiere di cortesia per imbarcazioni, una di nazionalità turca, una di nazionalità americana e un’altra di nazionalità greca. Venivano rinvenuti, altresì, un tablet e tre cellulari.

Le due persone, identificate a mezzo passaporto, sono state accompagnate presso gli uffici della Squadra Mobile poiché sospettate di aver avuto un ruolo attivo nello sbarco quali conduttori dell’imbarcazione. Le dichiarazioni concordanti rese da alcuni migranti e i filmati registrati da alcuni loro con i propri cellulari durante la traversata, hanno confermato i sospetti in relazione alla responsabilità dei due uomini fermati dalla Volante in ordine al loro coinvolgimento come scafisti dell’imbarcazione con cui è avvenuto lo sbarco. Le informazioni acquisite dagli stranieri hanno consentito di accertare che tutti i soggetti sbarcati erano partiti da un porto in Turchia nei pressi di Istanbul il 25 settembre e che per il viaggio, avvenuto senza soste, avevano pagato circa 5mila euro a testa consegnati da propri familiari o amici a terzi intermediari in Pakistan. Gli stranieri, tutti di nazionalità pakistana, durante tutto il viaggio sono rimasti stipati sotto coperta in condizioni di evidente precarietà.

I due fermati, pertanto, identificati per K.D. anni 39 e C.E. anni 19, entrambi ucraini, sono stati posti in stato di fermo di P.G. e condotti in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Catanzaro.

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