domenica, 21 luglio 2024

Scacco al clan Iozzo-Chiefari, Gratteri: «Bisogna stare attenti ai “messaggi” criminali» (VIDEO)

Sono 17, tra presunti capi e gregari, le persone arrestate dai carabinieri nell’operazione “Orthrus”, il cane della mitologia greca fratello di Cerbero raffigurato con due teste e con un serpente come coda, che ha colpito la cosca Iozzo-Chiefari, attiva fra Torre di Ruggero, Cardinale e Chiaravalle Centrale e federata con la ndrina dei Gallace di Guardavalle. L’inchiesta, coordinata dalla Procura antimafia di Catanzaro e condotta dai carabinieri, col supporto dello Squadrone eliportato Carabinieri cacciatori e dell’ottavo Nucleo elicotteri, ha fatto luce anche su un tentato omicidio avvenuto nel 2005 e sul duplice omicidio di Giuliano Cortese, 48 anni, e della sua compagna ucraina, Inna Abramovia, 35 anni, uccisi a Chiaravalle Centrale il 27 aprile 2009. Cortese e la compagna vennero uccisi davanti alla scuola materna di contrada Foresta: avevano appena accompagnato a scuola le loro due figlie, e non appena risaliti in macchina erano stati affiancati dall’auto degli assassini. La donna morì sul colpo, Cortese riuscì a guidare per poche centinaia di metri fino ad una farmacia per chiedere soccorso, ma era morto poco dopo in ospedale. Le accuse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, omicidio, estorsione e detenzione illegale di armi, anche da guerra. Nell’operazione è infatti stato scoperto un locale di Chiaravalle Centrale che era nella disponibilità di una delle persone arrestate, usato come deposito e nel quale erano custoditi alcuni mitra, tra cui due kalashnikov, diverse pistole ed una bomba di tipo rudimentale. L’indagine, durata tre anni e coordinata dai procuratori aggiunti Vincenzo Capomolla e Vincenzo Luberto, e dal sostituto procuratore Debora Rizza, ha analizzato le attività della cosca nella zona fra Torre di Ruggiero, Chiaravalle Centrale e Cardinale, area nella quale gli uomini della ndrina facevano il bello ed il cattivo tempo, incutendo soggezione e paura e generando un clima di omertà pressochè totale. Numerosi gli episodi di spaccio di droga, soprattutto cocaina e marijuana, documentati grazie alle riprese filmate effettuate dai carabinieri. Ma la cosca Iozzo-Chiefari era attenta soprattutto ai lavori della Trasversale delle Serre, e dunque a tutto il movimento economico diretto ed indotto generato dai lavori per il completamento della grande arteria di collegamento tra i versanti tirrenico e jonico: secondo i magistrati, la cosca era riuscita ad infiltrarsi nei subappalti grazie al controllo di imprese ed attività commerciali nei settori dell’edilizia, del movimento terra e del commercio all’ingrosso di legname. Ma il clan non si faceva sfuggire l’occasione di controllare pure gli interessi legati alle attività commerciali in occasione delle feste patronali.