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Scioglimento del Movimento Apostolico, le tappe e le motivazioni dell’intervento del Vaticano

Scritto da: REDAZIONE

Terremoto a Catanzaro, si è detto sulla stampa, per lo scioglimento del Movimento Apostolico da parte del Vaticano. Una questione importante per l’intero capoluogo, e non solo, nel quale il Movimento Apostolico, nato nel lontano 1979, ha svolto un ruolo religioso, sociale e civile di primissimo piano. E lo ha fatto per decenni. Diverse personalità di Catanzaro, anche politiche, sono state ritenute molto vicine al Movimento Apostolico. In questo articolo cerchiamo di riassumere bene i fatti che hanno condotto a questo “sisma” rispetto al quale si stanno registrando troppi silenzi. Le domande da porre sono tante: lo faremo nei prossimi giorni. Stupisce, per ora, il silenzio abbastanza generalizzato che ha avvolto la notizia. Sorprende, in particolare, il mutismo mediatico di quelle personalità che sono state più legate al Movimento Apostolico. Non hanno nulla da dire? E se non hanno nulla da dire, perché?

Il 21 settembre del 2020 si registra il primo intervento del Vaticano. Con proprio Decreto, infatti, al Congregazione per la Dottrina della Fede, dietro mandato del Papa, nomina mons. Ignazio Sanna, arcivescovo emerito di Oristano, quale Visitatore Apostolico del Movimento Apostolico di Catanzaro, associazione privata riconosciuta il 18 gennaio 2001 dall’allora arcivescovo metropolita mons. Antonio Cantisani. Con lo stesso Decreto sono chiamati, in qualità di Convisitatori, mons. Mauro Cozzoli, professore emerito di Teologia morale alla Pontificia Università Lateranense, e P. Agostino Montan, professore emerito di Diritto canonico presso lo stesso ateneo. Il mandato è chiaro: i Visitatori dovranno “prendere visione della situazione in cui attualmente versa il Movimento Apostolico”. Il Decreto indica anche i “problemi” che i Visitatori sono chiamati a valutare rispetto alla realtà Movimento Apostolico: di natura teologica (“a partire dall’asserita origine soprannaturale delle presunte rivelazioni che ne hanno determinato la nascita e l’identità”); di natura disciplinare (“indagare sulle dinamiche interne al governo del Movimento, con particolare attenzione alla vita e alla missione pastorale dei presbiteri ad esso afferenti, specialmente sul rapporto fra foro interno e foro esterno e la tutela del segreto confessionale”); di natura istituzionale (“verificare l’adeguatezza dell’attuale statuto e del regolamento interno”); di natura ecclesiale (“approfondire la natura e le motivazioni delle tensioni all’interno della Chiesa locale, tra i membri del Movimento, in particolare tra i presbiteri e tra membri laici e persone consacrate”, e inoltre “verificare il discernimento vocazionale e la formazione dei candidati agli ordini sacri, la formazione permanente dei ministri ordinati, i rapporti e la dipendenza gerarchica con il proprio Vescovo diocesano, la vita e le relazioni dei chierici del Movimento Apostolico all’interno del presbiterio diocesano di incardinazione”); di natura patrimoniale (“verificare che i beni patrimoniali siano utilizzati secondo i fini dell’Associazione, in conformità con le norme ecclesiali, con particolare attenzione ai beni donati o lasciati per cause pie”). Un compito dettagliato e gravoso, per i Visitatori, cui si chiede al termine del mandato di redigere un’accurata relazione.

Le premesse del Decreto emesso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede erano abbastanza forti, affermando che la stessa “era stata più volte interessata da parte della Chiesa di Catanzaro-Squillace e dal suo Arcivescovo per questioni dottrinali e disciplinari relative al Movimento Apostolico”. “In particolare – citiamo ancora testualmente – l’origine del Movimento, riferita a presunti fenomeni soprannaturali attribuiti alla fondatrice, ha reso necessario approfondire con gli strumenti di cui la Chiesa dispone l’effettiva autenticità di tali fenomeni e le conseguenti ricadute all’interno del Movimento stesso”. “Più di recente – leggiamo dalle premesse al Decreto del 21 settembre 2020 – sono sorti nell’aggregazione in parola contrasti interni tali da rendere necessario un interessamento della Sede Apostolica, per fare luce sulle dinamiche del governo del Movimento, sulla presenza di ministri ordinati e sulla modalità di esercizio del loro ministero, sulle tensioni scaturite tra membri e aderenti a vario titolo al Movimento, sull’adeguatezza dello statuto, sulla gestione dei beni temporali e la loro destinazione per finalità proprie all’aggregazione ecclesiale. Per questo motivo la Congregazione per la Dottrina della Fede, sentito il parere della Congregazione per il Clero e del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, oltre che dell’arcivescovo pro tempore di Catanzaro-Squillace, ha intrapreso una serie di azioni volte a conoscere maggiormente la natura dei problemi da tempo emersi nel Movimento, al fine di eliminare le divisioni che lo affliggono e offrire percorsi di risanamento nella verità, secondo uno spirito autenticamente ecclesiale”.

Inoltre nella lunga premessa del Decreto si precisa di aver deciso quanto già riportato “dopo aver letto e ascoltato numerose testimonianze che attestano le profonde divisioni, constatando la necessità di fare chiarezza sui presunti fenomeni soprannaturali all’origine del Movimento, preso atto delle conflittualità sopra menzionate, esaminati accuratamente i testi normativi dell’aggregazione, sentito il parere dell’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, accertata la presenza di prassi che pregiudicano la necessaria distinzione tra ambito di governo dell’associazione e ambito della coscienza dei suoi membri, constata la difficoltà di chiarimento circa la provenienza, la gestione e l’uso dei beni temporali, constatata l’incompletezza normativa dello statuto, valutate le ripercussioni negative e lo scandalo generato dalla attuale situazione, non solo nella Arcidiocesi ma anche nelle Diocesi calabresi e nelle Chiese locali dove il Movimento è presente”.

La Visita Apostolica guidata da mons. Sanna ha avuto luogo dal 13 ottobre 2020 al 17 aprile 2021. Ne è sortito il Decreto di scioglimento del Movimento Apostolico, “Associazione privata di fedeli sorta a Catanzaro, Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, il 3 novembre 1979, sulla base delle presunte rivelazioni della signora Maria Marino, che ne è ispiratrice e fondatrice”. Il Decreto, promulgato il 10 giugno 2021, ha in calce tre firme: quella del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale Luis F. Ladaria; quella del Prefetto della Congregazione per il Clero, cardinale Beniamino Stella; quella del Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, cardinale Kevin J. Farrell. L’Arcivescovo emerito di Oristano, mons. Ignazio Sanna, è stato nominato Delegato Apostolico con il compito di portare a esecuzione le disposizioni del Decreto di scioglimento. Il Decreto della Santa Sede ha soppresso l’Associazione privata di fedeli denominata “Movimento Apostolico”, riconosciuta, come detto, con decreto dell’arcivescovo metropolita di Catanzaro e Squillace, mons. Antonio Cantisani, il 18 gennaio 2001. Inoltre, è stata soppressa l’Associazione pubblica di fedeli “Maria Madre della Redenzione”, già Istituto secolare ugualmente denominato, eretta con Decreto dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace il 1° novembre 2011. L’atto del Vaticano, inoltre, specifica che nell’Udienza concessa al Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in data 27 maggio 2021, il Santo Padre (Papa Francesco) ha approvato in forma specifica le disposizioni del Decreto stesso.

Il Decreto di scioglimento, i cui contenuti sono stati comunicati ieri dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Vincenzo Bertolone, segnala che “nei suoi quarant’anni di esistenza il Movimento Apostolico è cresciuto, ha trovato adesioni tra i fedeli laici, ha visto nascere vocazioni, ma assai presto ha incontrato difficoltà e contrasti”, e inoltre che si è preso atto “dei contrasti interni sorti nell’Associazione in parola tali da generare divisioni nel presbiterio e nei fedeli laici, l’interessamento della Sede Apostolica si è reso necessario al fine di fare luce sulle dinamiche del governo del Movimento, sulla presenza di ministri ordinati e sulla modalità di esercizio del loro ministero, sulle tensioni scaturite tra membri e aderenti a vario titolo al Movimento, sull’adeguatezza dello statuto, sulla gestione dei beni temporali e la loro destinazione per le finalità proprie dell’aggregazione ecclesiale”. Il Decreto di scioglimento premette che, tra l’altro, “La Visita Apostolica ha acquisito anche gli atti e le conclusioni della Commissione istituita dall’Arcivescovo Mons. Antonio Cantisani nel 1981, composta da sei membri, che redasse il verbale approvato all’unanimità dai consigli presbiterali congiunti di Catanzaro e Squillace il 16 luglio 1982, con l’impegno, da parte dell’Arcivescovo medesimo, di decretare lo scioglimento del Movimento, impegno successivamente disatteso”. Il Visitatore Apostolico e i Convisitatori, al termine del mandato loro affidato, hanno consegnato ai Dicasteri competenti la Relazione conclusiva della Visita nella riunione interdicasteriale che si è tenuta presso la sede della Congregazione per la Dottrina della Fede il 19 maggio 2021.

La Santa Sede, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Congregazione per il Clero e il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, “acquisite le conclusioni della menzionata Visita e il parere del Visitatore e dei Convisitatori”, “constatato che non vi sono elementi tali da attribuire origine soprannaturale ai presunti fenomeni da cui è scaturito il Movimento, e che al contrario si può giungere alla certezza morale che si tratta di esperienze personali della fondatrice non riconducibili a un’azione soprannaturale”, “considerate le gravi e profonde divisioni createsi in seno alla Chiesa diocesana di Catanzaro-Squillace, in particolare all’interno del clero diocesano, a causa della attività del Movimento Apostolico”, “preso atto della non originalità del carisma di fondazione e della superficialità dottrinale che caratterizza i testi, la formazione e la predicazione del Movimento”, “viste le carenze istituzionali del Movimento, soprattutto nel suo governo a conduzione, di fatto, più familiare che statutaria, con indebite ingerenze”, “esaminata la situazione finanziaria”, “attesa l’inconsistenza ecclesiale dell’Associazione pubblica di fedeli Maria Madre della Redenzione”, ha decretato i menzionati scioglimenti. Nel Decreto di scioglimento si sottolinea che “Le presunte rivelazioni che hanno originato il Movimento Apostolico attraverso la fondatrice, signora Maria Marino, sono da ritenersi non di origine soprannaturale (constat de non supernaturalitate)”. Infine, la Santa Sede ha stabilito che “I beni del Movimento siano devoluti per scopi benefici, come da Statuto, definiti di comune accordo tra l’Arcivescovo pro tempore di Catanzaro-Squillace o chi ne esercita provvisoriamente la potestà e l’Esecutore del presente Decreto, nel rispetto della giustizia e della volontà dei donatori”.

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