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Scontro tra Conte e Meloni sull’abolizione del rdc (VIDEO)

Il leader del Movimento cinque stelle è pronto a scendere in piazza per opporsi alla decisione del presidente del Consiglio di andare verso la fine del reddito di cittadinanza

È scontro tra Giuseppe Conte e Giorgia Meloni sul reddito di cittadinanza. Il leader del Movimento cinque stelle si dice pronto a scendere in piazza contro l’abolizione del rdc e le modifiche volute dal governo Meloni, che riducono da 18 ad 8 mesi il periodo di erogazione della misura di sostegno, fino all’annullamento del sostegno per coloro in condizione di poter lavorare. “Assolutamente – dice Conte – siamo disposti, e lo dico con la massima fermezza, a qualsiasi cosa per difendere il reddito di cittadinanza, che nel nostro Paese doveva essere introdotto da decenni e non è stato mai introdotto. Siamo disposti a dare battaglia in tutte le sedi istituzionali ed in piazza, se questo governo andrà avanti con questo indegno proposito di smantellare il rdc”.

“Abbiamo fatto questa scelta – Risponde il premier Giorgia Meloni – perché non avendo ancora messo in campo tutti gli strumenti con i quali vogliamo trasformare l’assistenza in lavori, ci siamo dati un periodo transitorio per accompagnare le nostre scelte. Avete visto che una scelta c’è già perché l’azzeramento dei contributi per chi assume percettori del redito di cittadinanza è una misura in questo senso. Abbiamo raccontato come il fondo sociale europeo possa intervenire in maniera molto seria per formare queste persone e dare loro un posto di lavoro. Quindi, questo è un periodo transitorio verso quella che sarà la fine del reddito di cittadinanza per chi è in condizione di lavorare. E nessuno mi toglierà dalla testa questo obbiettivo. Naturalmente, si stralceranno le vesti, vedo le forze politiche che già chiamano la pizza. Vorrei sapere se chi ha pensato il reddito di cittadinanza lo aveva immaginato come uno strumento con il quale lo Stato dovesse occuparsi delle persone dai 18 ai 60 anni, perché segnalo che c’è gente che lo prende da tre anni, quindi, evidentemente, non ha funzionato come doveva o abbiamo stabilito il principio per il quale di alcuni individui lo Stato italiano se ne occupa all’infinito? Io credo che lo Stato se ne debba occupare aiutando queste persone ad avere un posto di lavoro e a migliorare la loro condizione, invece di mantenersi sempre in quella condizione di difficoltà”.

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