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Scuola: la Regione boccia il rientro l’1 ottobre. Savaglio: «Partire a metà settembre» (VIDEO)

Per gli enti locali, però, la data del 14 settembre è troppo vicina

Non è proprio battaglia, ma sicuramente la difformità di vedute sulla data di riapertura delle scuole in Calabria tra comuni da una parte, e Regione ed Ufficio scolastico regionale dall’altra è emersa con nettezza nell’incontro convocato presso la Cittadella regionale. Il nodo è rappresentato dall’individuazione dei locali più adatti per rispettare le prescrizioni anti-Covid e dai lavori da effettuare sulle strutture. La Regione intende rispettare l’indicazione del ministro dell’istruzione, Azzolina, e l’assessore Sandra Savaglio è categorica: si deve partire a metà settembre, perché il sacrificio per gli studenti nel periodo dell’isolamento è già stato alto e perché cominciare più tardi significa far coincidere il rientro nelle aule a ridosso dell’autunno, periodo per il quale si teme la fiammata di ritorno del virus.

La direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Maria Rita Calvosa, critica, neanche tanto velatamente, gli enti locali che pur avendo avuto il tempo di pensare in autonomia alle necessità strutturali della scuola finora sono rimasti inerti. Critica rispedita al mittente dalla sindaca di Vibo Valentia, Maria Limardo, che mette in evidenza l’esiguità delle risorse a disposizione dei comuni per l’adeguamento e la ristrutturazione delle scuole.

Ma per gli enti locali la data del 14 settembre è troppo vicina, senza contare le esigenze di sanificazione per le scuole che saranno sedi di seggio in occasione delle elezioni amministrative del 21 settembre prossimo. Anche il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, chiede il differimento dell’inizio delle lezioni.

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