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Sei carabinieri trasferiti dal Cirotano dopo un’inchiesta dei loro colleghi

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Dovranno rispondere di truffa, falso, corruzione per atti contrari a dovere d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio e peculato i sei carabinieri indagati dalla Procura della Repubblica di Crotone. Cinque erano in servizio alla Stazione di Cirò superiore, uno a Cirò Marina, ma tutti sono stati trasferiti al termine delle indagini condotte dai loro colleghi della Compagnia di Cirò Marina, guidata dal capitano Alessandro Epifanio.

Tra gli indagati – destinatari nei giorni scorsi dell’avviso di conclusione delle indagini – c’è il comandante di stazione di Cirò Diego Annibale (48 anni, di La Spezia) che deve rispondere anche di corruzione. Tra le accuse a suo carico c’è quella di aver mitigato le informazioni su persone che avevano richiesto il rilascio del porto d’armi, omettendo in un caso di riferire che la persona richiedente è fratello di pregiudicato di ‘ndrangheta.  In cambio il sottufficiale avrebbe avuto in regalo alcuni carichi di legna da ardere.

Altri episodi contestati riguardano giornate di lavoro segnate nel memoriale di servizio e mai effettuate, e ancora turni di servizio iniziati in ritardo o conclusi in anticipo senza che la circostanza fosse segnata. Episodi che, dunque, avrebbero provocato l’indebita percezione di straordinari o di stipendi legati ad ore di lavoro mai effettuate.

Gli altri indagati sono: l’appuntato scelto Marco D’Aluisio (42 anni, di Brindisi); il maresciallo ordinario Alessio Mutasci (28, di Taranto); Florenzo Leo (34, di Grottaglie); il carabiniere scelto Pierpaolo Le Fosse (35 anni, di Rossano); Michele Palmieri (36, Corigliano Calabro).

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