domenica, 14 luglio 2024

Sergio Abramo, da Catanzaro un futuro politico incerto

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Le elezioni politiche del 4 marzo hanno scombussolato il quadro politico anche a livello regionale e periferico. Il caso Catanzaro è emblematico. Il ciclone 5Stelle, e la concomitante Caporetto del Pd, hanno indebolito fortemente le ambizioni di Forza Italia e del suo gruppo dirigente, con in testa Piero Aiello (che non ha conquistato il seggio senatoriale), Mimmo Tallini (che non ha conquistato il seggio camerale) e Sergio Abramo, il sindaco del capoluogo, che tutto aveva puntato sul successo “azzurro”. Immaginate lo scenario opposto, e cioè un Sergio Abramo che avesse indovinato la partita politica ed oggi, magari per una sua riproposizione alla Regione, avesse potuto contare sul pieno sostegno di Piero Aiello e di Mimmo Tallini. Lo schema, invece, è politicamente crollato, lasciando il sindaco in una posizione oggettivamente difficile rispetto al suo personale futuro politico. Qualcosa di simile è accaduto anche per il primo cittadino di Cosenza, Mario Occhiuto, che però ha almeno registrato l’elezione del fratello Roberto alla Camera. Non che la performance di Forza Italia in Calabria, e nella fattispecie in provincia di Cosenza, possa far sognare futuri luminosi, ma quanto meno Occhiuto ha una stampella cui appoggiarsi.

Cosa farà a questo punto Sergio Abramo? Si tenga peraltro presente che il quadro ipotizzato fino allo scorso 3 marzo, e che cioè la partita per la Regione Calabria fosse sintetizzabile in un “glorioso” ritorno del centrodestra contro un indebolito centrosinistra, vittima della poco felice stagione guidata da Mario Oliverio ed Ernesto Magorno, è ormai preistoria. I 5Stelle in Calabria hanno suonato la campanella di sfratto e con le percentuali che hanno conquistato possono morire politicamente solo di “suicidio”. Cosa accadrà, allora? Sergio Abramo, ma in fondo lo stesso Mario Occhiuto, avranno un futuro politico soltanto se sapranno cambiare mentalità velocemente, comprendendo e metabolizzando fino in fondo che cosa è accaduto. Guardare al territorio con atteggiamenti nuovi e popolari è l’unica strada da percorrere, senza immaginare di rivitalizzare posizioni partitiche che sono morte per sempre. Ne riparleremo, perché da qui alle elezioni regionali accadranno tante cose, ma per Sergio Abramo è giunta l’ora di una profonda riflessione che riesca, tra l’altro, a mettere da parte eventuali “consigli” che già prima del 4 marzo erano datati e superati. Ma si sa, non tutti sono dotati di capacità divinatorie! (muriatico)