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Serie B. Il Crotone perde ma la classe arbitrale cadetta umilia il calcio italiano

Alla fine di Crotone-Pescara, che si è disputata all’Ezio Scida di Crotone ieri sera, a vincere è stato l’arbitro Rapuano di Rimini. Il match, finito 0-2 per gli ospiti, è stato pesantemente condizionato da una serie di scelte arbitrali che definire “ingiuste” potrebbe non descrivere quanto realmente avvenuto sotto gli occhi degli increduli tifosi. E’ il caso prima di tutto di parlare della gara, dell’esito sportivo della partita, che ha visto il Crotone perdere in casa per l’ennesima volta nel corso di questa stagione. Il Crotone, se mai ce ne fosse ancora bisogno, ha mostrato tutti i limiti di una squadra che non è mai davvero entrata con la testa nel campionato di B: attacca ma non realizza, imposta il gioco, mette sotto gli avversari con la palla tra i piedi ma tutto questo fino all’area piccola, senza riuscire mai ad essere cinica fino in fondo e senza trovare la via del gol. Non è stato di certo un brutto Crotone quello di ieri sera, ottima la prova di Milic, ad esempio, in crescita anche Benali rientrato da poco da un lunghissimo infortunio, ma non basta il cuore quando la sfortuna, e non solo, ti volta le spalle. I gol segnati dal Pescara sono frutto dell’ennesima ingenuità il primo e del cattiveria della sorte il secondo. L’unica consolazione per i rossoblù rimangono i due legni colpiti e quei maledetti episodi arbitrali che forse, anzi sicuramente, avrebbero cambiato il corso della partita.

«Sono pronto a ritirare la squadra al prossimo torto subito» sono state le minacce di Gianni Vrenna, presidente del Crotone. «Scusatemi ma stasera faccio fatica a parlare di calcio» sono invece state le parole del tecnico Giovanni Stroppa, espulso senza sapere neanche perché.

E’ il 23′ del primo tempo quando Pettinari va giù in area di rigore palesemente atterrato dall’avversario. Ma l’arbitro non fischia. Tutto regolare

Al 29′ accade però l’episodio più grave di tutto il match: Spolli avrebbe l’occasione di battere a rete un cross da calcio d’angolo ma viene letteralmente strattonato da un avversario al punto da essere costretto a cambiare la maglia durante la gara perché completamente strappata. Ancora una volta l’arbitro non vede, nemmeno dopo quando Spolli si avvicina a chiedere un’altra maglia alla panchina. Protestano i crotonesi e il risultato è l’esplosione di Stroppa.

Ma episodi di falli ignorati dal direttore di gara, e tutti a danno del Crotone, se ne registrano diversi. Le prendono i rossoblu, in ogni zona del campo.

Quello che fa infuriare allenatore e presidente è che non la prima volta. Senza dubbio nessuno cerca giustificazioni per le prestazioni degli squali, per primo il presidente che ha cercato sempre di prendere provvedimenti in senso sportivo, dagli esoneri dei tecnici alla rivoluzione del mercato di gennaio. Ma se il calcio italiano vive oggi la sua pagina più buia forse qualcuno alla Figc fa ancora finta di non vedere. E tralasciando un’ipotetica quanto ingiustificata malafede, non sarebbe questa l’eventuale sede per valutare la cosa, quello che emerge è che in serie B arbitra una classe di direttori di gara inadeguata e scarsamente preparata.

Laura Leonardi

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