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Siccità sulla fascia Jonica, distrutti i campi di finocchi nel Crotonese: l’allarme di Coldiretti (VIDEO)

L'associazione chiede l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità

Coldiretti Calabria ha scritto una lettera alla presidente della Regione Jole Santelli e al Dipartimento Regionale Agricoltura per chiedere l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità nella fascia Jonica che va da Sellia Marina a tutto il Crotonese – in particolare l’altopiano di Isola di Capo Rizzuto – a causa della siccità che si registra da lungo tempo, in un’area di circa 4 mila ettari investita alla coltivazione del finocchio. «Dalle segnalazioni che ci giungono nonché dai sopralluoghi effettuati dai nostri tecnici, la conta dei danni è già pesantissima e fortemente esposta ad aggravamenti – ha dichiarato il presidente regionale di Coldiretti Franco Aceto – i produttori di finocchi stanno interrando (distruggendo) tutti i campi poiché il caldo ha completamente compromesso la produzione in termini quantitativi e danneggiato la qualità del prodotto rendendolo non commerciabile, nonostante le ripetute irrigazioni di soccorso che sono state possibili grazie all’impegno del Consorzio di Bonifica».

Le richieste alla Regione da parte di Coldiretti

«Davanti a questo drammatico scenario, con uno degli inverni più secchi e più caldi degli ultimi decenni – continua Aceto – si richiede l’adozione urgente di misure straordinarie. La Coldiretti Calabria ha chiesto alla presidente Santelli di attivare con urgenza: la procedura per il riconoscimento dello stato di calamità per la concessione degli aiuti alle imprese agricole che hanno subito danni per la perdita delle produzioni ed il riconoscimento della circostanza eccezionale a tutela dell’ammissibilità dei pagamenti 2020 degli aiuti diretti della PAC e dei premi del PSR i cui controlli satellitari volti a rilevare lo stato ordinario delle pratiche di coltivazioni potrebbero determinare il blocco e l’esclusione; l’erogazione dei saldi degli aiuti sull’annualità 2019 e delle annualità pregresse al fine di garantire una iniezione di liquidità alle imprese agricole da utilizzare per tutte le attività di soccorso praticabili; la revisione delle datate concessioni in essere, in particolare quelle con la società A2A, che individuano il periodo irriguo dal mese di maggio fino a quello di settembre».

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