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Silenzio sul boss Papalia? Il sindaco: “Neppure per sogno”

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“Rocco Papalia non è un cittadino uguale agli altri“, dunque Buccinasco, provincia di Milano, “non starà in silenzio“, e anzi “moltiplicheremo le iniziative e lo faremo soprattutto nella villa confiscata di via Nearco, accanto a dove vive lui”.

Parola del sindaco Rino Pruiti, che risponde così alla richiesta del boss della ‘ndrangheta Rocco Papalia, definito il ‘padrino’ di Buccinasco, di far cali il silenzio su di lui “in nome di quella pace sociale da tutti doverosamente inseguita”. Papalia, considerato uno dei capi della mafia calabrese in Lombardia e scarcerato lo scorso maggio dopo 25 anni di detenzione, attraverso i suoi legali ha scritto al sindaco, chiedendo di essere considerato come un normale cittadino di Buccinasco, che ha scontato la sua pena, e dicendo di avere diritto “al rispetto di quella sfera di intangibilità che ci rende un Paese, auspicabilmente, civile”.

La risposta è stata secca e chiarissima: no. “Buccinasco non starà in silenzio – dice il sindaco – Buccinasco non potrà mai considerare Rocco Papalia come un cittadino uguale agli altri, perché lui non lo è”. “Abbiamo chiesto a Papalia di chiedere scusa, un pentimento per le sue azioni”. Il primo cittadino annuncia quindi che invece “moltiplicheremo le iniziative e lo faremo soprattutto nella villa confiscata di via Nearco, accanto a dove vive lui. Non dimentichiamo l’insegnamento del giudice Paolo Borsellino che invitava i giovani a parlare di mafia, parlarne alla radio, in televisione, sui giornali, parlarne“. Nelle scorse settimane il Tribunale di Milano ha confermato la misura della sorveglianza speciale per Papalia ritenendolo ancora “socialmente pericoloso”.

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