domenica, 14 luglio 2024

Sinistra sparita? No, i suoi elettori hanno solo detto no a lobby e potentati oleosi

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Alle elezioni del 4 marzo è sparita la sinistra? Apparentemente sì, ma in verità il messaggio inviato dagli elettori è stato un altro, tutto rivolto ai potentati, alle lobby e alle rappresentanze istituzionali che hanno occupato una posizione politica di centrosinistra solo in modo strumentale e utile per pochi. Qualcuno, nel centrosinistra, dimenticando che la nascita di questa precisa identità politica ha radici profondissime nel confronto con le questioni sociali, riteneva che bastasse scimmiottare qualche battaglia sui diritti civili per potersi distinguere dalla “destra”. Sentirsi di sinistra, solo a parole, perché a favore dei matrimoni gay. Sentirsi progressisti solo perché aperti, a chiacchiere, nei confronti dei flussi migratori, senza affrontare il dramma globale in modo adeguato. Non è bastato vestire i panni dei “liberal”! Gli elettori, soprattutto quelli del Sud, hanno capito l’antifona e hanno indirizzato un messaggio inequivocabile: andatevene a casa, tutti!

Ecco la ragione per la quale “Liberi e Uguali” guidata dai Bersani e dai D’Alema ha fatto fiasco. Ecco il motivo per cui nelle regioni occupate dal centrosinistra il Pd si è ridotto a partito di assoluta minoranza. Il ragionamento, però, è tanto semplice quanto ignorato da quegli stessi oleosi potentati e lobby che ora sperano, accantonando il solo Matteo Renzi, di risorgere dalle ceneri. Non hanno capito niente! Per le Europee e per le Regionali sono pronte altre potentissime scoppole che rischiano di renderli materia da Wwf.

Pensateci bene. Qualcosa di simile era già accaduto alla Dc del grande Alcide De Gasperi e al Psi dell’immenso Sandro Pertini. Non che i vari Andreotti, Forlani, Cossiga e Craxi fossero degli sciocchi. Per carità! Ma lasciarono degenerare (questa la loro colpa principale) partiti ricchi di idealità e di princìpi saldi in aggregati di potere per diversi aspetti anche poco limpidi, se non inquietanti. L’identica deriva, mutatis mutandis, è accaduta al Pci-Pds-Ds-Pd, trasformatosi in partito che, soprattutto a livello periferico, ha occupato senza troppe domande ogni spazio di potere, ha governato senza chiedersi quali esigenze avesse il popolo, ha selezionato i propri gruppi dirigenti certo non pensando al meglio della propria tradizione. E ci fermiamo qui per carità di patria. Così facendo sono stati mollati anche nell’Emilia Rossa, e presi a sonori fischi dalla Calabria al Nord Italia. Perché anche le tardive scissioni a sinistra sono state interpretate come aride lotte intestine per l’occupazione di poltrone, e non come autentici posizionamenti su battaglie politiche nobili e veritiere.

Avete visto qualcuno dimettersi, tra i leader che contano, oltre che Matteo Renzi? E nelle regioni e periferie del potere declinato nel peggiore dei modi avete notato dimissioni di massa? Qui non molla nessuno ed i bocciati in modo clamoroso sembrano essere i più attivi a caccia degli ultimi traballanti strapuntini. Ma fermatevi un attimo e riflettete: dove credete di andare così facendo? Siete davvero così ciechi da immaginare che basterà la guida di un assessorato o di qualche fradicio ente per consentirvi di rimanere a galla? Il popolo ha capito e ha deciso. Tutti a casa, tranne pochi che si conteranno sulle dita di due mani!

muriatico