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Sorical, Cgil Calabria attacca: non bastano gli annunci roboanti, i tempi sono stretti e siamo fortemente preoccupati

Intervento congiunto del Segretario generale Sposato e del responsabile della Filctem. Contestazione al facente funzioni Spirlì: attendiamo ancora riscontro per una richiesta di incontro di qualche mese fa Scritto da: REDAZIONE

«Apprendiamo, purtroppo, solo dai media, le notizie che provano ad evidenziare, anche con annunci roboanti, di una volontà di accelerare, da parte del Governo Regionale rispetto al delicato dossier sul riordino complessivo del Servizio Idrico Integrato in Calabria e nello specifico sulla questione Sorical. A tal proposito, crediamo che, l’aver assunto, con delibera di Giunta, l’avvio di un percorso esplorativo circa la pubblicizzazione della Sorical, l’uscita dallo stato di liquidazione volontaria e il rilancio della stessa sotto il profilo industriale, è un fatto di per sé nuovo, che, per noi dovrà essere accompagnato da atti precisi e concreti sin dalle prossime settimane in quanto troppe volte abbiamo ascoltato e letto notizie che indicavano la svolta». Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata dalla Cgil Calabria il 27 maggio scorso. La nota è a firma del Segretario generale Filctem Cgil Calabria, Gatto, e del Segretario generale Cgil Calabria, Sposato.
«Nel merito, la Cgil e la Filctem Calabria, negli anni, hanno elaborato sul tema Sorical e SII tutta una serie di proposte ed iniziative – spiega il comunicato stampa – rivolte ai vari Governi della Calabria nelle quali abbiamo indicato una via d’uscita rispetto alla frammentazione nella gestione dentro una logica di sistema integrato, i necessari investimenti economici e di valorizzazione delle competenze presenti con l’esclusivo interesse di garantire ai Cittadini Calabresi un servizio di qualità con tariffe sostenibili e alle migliaia di Lavoratori coinvolti un futuro lavorativo e stabile. In tal senso, come non ricordare l’importante iniziativa pubblica fortemente partecipata dai Lavoratori promossa da Cgil e Uil svoltasi lo scorso anno presso Sorical dentro la quale abbiamo proposto e rivendicato al Management e alla politica la necessità di rilanciare Sorical, le sue competenze e i suoi Lavoratori dentro un quadro di sistema che vede al centro il rilancio di Sorical quale soggetto a cui affidare il ruolo di catalizzatore dell’ intero SII».
«Per tali ragioni, siamo convinti, che, riforme e percorsi di questa natura – aggiungono Gatto e Sposato – non possono essere affrontati con il profilo dell’autosufficienza da parte di questo Governo Regionale, sarebbe un errore madornale, ma bensì con il coinvolgimento preventivo, inclusivo e partecipativo delle parti sociali quali soggetti non solo di rappresentanza ma portatori sani di una visione complessiva e di sistema rispetto al tema. A tal proposito, ci preme ricordare che, questo sindacato unitario attende ancora riscontro alla ns richiesta di incontro di qualche mese fa che, ad oggi, rimane ancora disattesa da parte del Presidente ff Spirlì e del Presidente dell’AIC avv. Manna. Per tali ragioni, auspichiamo, e pertanto chiediamo, sin da subito, l’avvio da parte della Regione e dall’Assessorato di riferimento di un “tavolo regionale permanente sul SII” che coinvolga tutte i soggetti interessati che abbia il compito di costruire un cronoprogramma di interventi certi e condivisi al fine di cogliere le straordinarie opportunità economiche e riformatrici contenute nel PNRR relative al Settore idrico al Sud da impegnare sui tutti i segmenti del Servizio ovvero: acquedotti, reti di distribuzione e depurazione in una visione di ammodernamento digitale e tecnologico che punti ad un riordino e all’efficientamento dell’intero sistema». «I tempi sono molto stretti, siamo fortemente preoccupati – concludono Gatto e Sposato – in quanto ci sono obblighi legislativi comunitari e nazionali che impongono una concreta accelerazione che vada oltre gli annunci, diversamente le ingenti risorse miliardarie destinate a risollevare le sorti di Sorical e del SII in Calabria rimarranno un miraggio e come spesso accade andranno ad alimentare lo sviluppo e l’occupazione in altre aree del Paese aumentando di fatto il divario territoriale, di sviluppo e sociale. Noi siamo pronti!!!».

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