sabato, 18 maggio 2024

Spaccio ed estorsioni tra Cosenza e provincia: 129 arresti

Maxi blitz interforze con il coordinamento della DDA di Catanzaro: in totale gli indagati sono 142

Maxi operazione a Cosenza condotta da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza – con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro – che vede coinvolte 142 persone, indagate per associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, aggravato dalle modalità e finalità mafiose. Dei 142 indagati, 109 sono stati arrestati e condotti in carcere, 20 ai domiciliari, 12 con obbligo di dimora, 1 misura interdittiva. Le indagini rappresentano la prosecuzione dell’operazione “Reset”.

Il blitz farebbe luce sull’organizzazione criminale di ‘ndrangheta di Cosenza ed hinterland, riconducibile ai due principali gruppi – il clan degli italiani ed il clan degli zingari – nell’assetto rideterminatosi a seguito delle altalenanti dinamiche relazionali tra gli stessi, nonché delle varie vicende giudiziarie che li hanno interessati. 

Le indagini hanno riguardato il sodalizio dei due clan dedito al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti – cocaina, eroina, marijuana hashish – nel quadro di quello che viene ipotizzato come il sistema che governa tutti i rapporti tra i vari sottogruppi criminali della città di Cosenza e dell’hinterland. Non solo, sempre dalle indagini sarebbero emersi nonché numerosi di, estorsioni – tentate e consumate – connesse al traffico di droga, lesioni personali aggravate, reati in materia di armi, nonché furti. 

Nello specifico, le investigazioni avrebbero consentito di ricostruire la struttura del sodalizio dedito al narcotraffico, e riconducibile alla consorteria ‘ndranghetista operanti nel capoluogo brutio, nonché le linee d’azione della ripartizione delle piazze di spaccio, dei canali di approvvigionamento, dalla commissione di reati finalizzati a reperire denaro da reinvestire nel narcotraffico o al recupero dei crediti maturati con lo spaccio, e, infine, dall’obbligo su tutti i sodali di versare nell’unica cassa comune a tutta l’organizzazione i proventi degli illeciti.

interviste:
Vincenzo Capomolla – procuratore f.f. DDA Catanzaro
Saverio Spoto – comandante provinciale Carabinieri Cosenza