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Stadio “Ezio Scida”, Vrenna su diffida Soprintendenza: «Vogliono uccidere il Football Club Crotone»

Il presidente del Crotone Gianni Vrenna

«Oggi, venerdì 9 agosto, a soli due giorni dalla prima partita ufficiale della stagione (Coppa Italia contro l’Arezzo domenica sera), abbiamo ricevuto l’ennesima diffida a firma del Soprintendente per la Calabria Mario Pagano, a smontare “ad horas” le strutture dello stadio Ezio Scida. Una diffida che non solo suona come una minaccia, ma che si fa beffa della sentenza del Tar Calabria giunta nei primi giorni di giugno e che ha rispedito al mittente le precedenti osservazioni dei signori della Soprintendenza e, soprattutto, che viene stranamente notificata a sole 48 ore dall’esordio stagionale e in un periodo fitto di impegni calcistici. Quasi a voler creare più disagi possibili nell’adire d’urgenza le vie legali per ottenere la sospensiva di una misura che ci appare davvero sproporzionata ed evidentemente studiata a tavolino per nuocere ad una intera comunità». Lo afferma in una nota il presidente del Crotone Calcio Gianni Vrenna in merito alla diffida fatta pervenire dalla Soprintendenza che chiede lo smontaggio delle strutture amovibili che ospitano parte della Curva Sud e della Tribuna dello stadio Ezio Scida.

«Vogliono uccidere il Football Club Crotone – dichiara Vrenna – vogliono toglierci l’ossigeno e impedire ad un intero territorio di poter godere di uno dei pochi momenti di svago, ma che non è solo tale: il calcio a Crotone è diventato negli anni motivo di grande orgoglio per un intero popolo che, seguendo le vicende di una squadra di calcio rispettata in tutta Europa, ingrossa il petto e mostra la sua appartenenza storica e culturale. Vogliono impedirci tutto questo, e lo fanno con scientificità chirurgica».

«Siamo davvero stanchi di lottare contro tutto e tutti – conclude la nota del patron rossoblu – e se la Soprintendenza insisterà su questa strada, saremo costretti a prendere decisioni drastiche, pretendendo che siano ben attribuite le responsabilità e gli eventuali danni che tali gesti causano o, in ultima analisi, ritirando la squadra da tutte le competizioni, perché è evidente che questa è la volontà di chi continua a produrre carte per far male al popolo crotonese, a partire da quei politici che dovrebbero difendere e tutelare questo territorio».

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