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Stati generali della Lega Calabria: a fine luglio le nomine dei nuovi 13 coordinatori territoriali (VIDEO)

Cristian Invernizzi, il parlamentare bergamasco che ha avuto il compito di organizzare la Lega in Calabria, è stato chiaro: «Chi vuole stare con noi deve essere spinto da forti idealità, deve condividere i nostri princìpi e le nostre battaglie politiche. Non siamo un bus per portatori di voti, per politici abituati a cambiare casacca». E poi due avvertimenti, netti e non suscettibili di diverse interpretazioni: «Nella Lega comanda Matteo Salvini ed è lui che prende le decisioni più importanti, come nel caso delle prossime elezioni regionali che si svolgeranno in Calabria. I militanti sono chiamati, prima di tutto, a rispettare le rigide regole interne che non lasciano spazio a improvvisazioni, ad atteggiamenti lesivi dell’immagine del Carroccio, ad esibizionismi dettati più da ambizioni personali che non dalla sana volontà di far crescere il partito nei territori».

La linea che guiderà la costruzione del partito in Calabria è stata tracciata nel corso degli Stati Generali tenuti a Catanzaro domenica 23 giugno. Circa seicento simpatizzanti leghisti hanno riempito il salone dell’Auditorium Casalinuovo, ed hanno ascoltato l’intervento di Invernizzi che ha rimarcato più volte alcune parole chiave: coerenza, lealtà, serietà, passione per la militanza attiva, sacrificio.

La struttura della Lega in Calabria è stata completamente azzerata: nessuno – ha chiarito Invernizzi – al di là del commissario regionale è autorizzato a utilizzare il simbolo del partito, a emettere comunicati stampa, a ergersi quale punto di riferimento in questa o quella realtà. Si riparte da zero, ed è per questa ragione che sono stati convocati gli Stati Generali, che segnano una data storica per la strutturazione della Lega in Calabria. La regione è stata suddivisa in 13 aree per ciascuna delle quali, entro la fine di luglio, saranno nominati da Invernizzi altrettanti coordinatori. Gli stessi, sempre su delega del commissario regionale, avranno il compito di costruire un primo scheletro del partito in vista poi dei congressi provinciali e regionali.

Il lungo ragionamento di Invernizzi è stato seguito da una sorta di question time che ha dato l’opportunità ai militanti di porre domande. A parte poche note stonate, che mettono in evidenza la necessità di puntare dritti sulla qualità della partecipazione, i numerosi brevi interventi sono serviti ad Invernizzi per puntualizzare ulteriormente la natura della militanza nella Lega che non lascia spazio ad arrivismo, a comportamenti scorretti, ad opportunismi e gattopardismi. Del resto, sottolineava ogni tanto il commissario regionale, nella Lega comando uno solo: Matteo Salvini.

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