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Stefanaconi: ritrovato un prezioso volume religioso del XVII secolo rubato nel 2006 (VIDEO+FOTO)

Il libro è stato trovato dai Carabinieri mentre stavano effettuando l'arresto di due persone per detenzione illegali di armi da guerra

Durante un’operazione condotta dai Carabinieri di Vibo Valentia che ha portato all’arresto di 2 persone per detenzione illegale di armi da guerra, è stato ritrovato un testo antico dal potenziale valore artistico e storico. Il libro è stato trovato all’interno dell’Accademia di Belle Arti “Fidia” di Stefanaconi, ed era in esposizione assieme ad altri volumi in uno dei laboratori dell’Istituto, dentro una teca in vetro. Il Nucleo TPC (Tutela Patrimonio Culturale) di Cosenza ha riconosciuto il volume in lingua latina, dal titolo “COMMENTARIVS R.P. CORNELII CORNELII A LAPIDE SOCIETATIS IEVS IN ESSRAM, NEHEMIAM, TOBIAM, IV DITH, ESTHER ET MACHABAEOS”, un’opera di assoluto pregio.

Si tratta di un commentario della Bibbia cattolica, presumibilmente utilizzato per lo studio e la meditazione dalle religiose che nei secoli vissero nel convento. L’esame del testo ha fornito spunti importanti per risalire anche alla proprietà del bene. È stato infatti notato un dato molto fondamentale per il prosieguo delle indagini: un contrassegno della biblioteca ecclesiastica del convento francescano OFM Sant’Antonio di Sulmona. Il convento, per anni punto di riferimento e polo di attrazione turistica della comunità abruzzese, collegio di orfani e centro di formazione professionale, nel 2006, a seguito della riscontrata carenza di vocazioni, è stato soppresso ed i testi presenti nella ricca biblioteca erano stati quindi ricollocati con una certa premura nel convento di Celano (AQ). Non si esclude che il trafugamento del volume – e il suo contestuale ingresso nel mercato illegale – possa essersi verificato proprio nel periodo del trasferimento della biblioteca.

A conclusione della attività, i Carabinieri, oltre a trarre in arresto il figlio e la nuora del direttore dell’Accademia per la detenzione illegale di armi da guerra e clandestine, hanno anche denunciato lo stesso direttore dell’Istituto, M.L., sequestrando la preziosa opera libraria che, sino a quando non sarà restituito agli aventi diritto, rimarrà per ora custodita all’interno della caserma dei Carabinieri di via Pellicanò.

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