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Strage di San Lorenzo del vallo, la Cassazione conferma i due ergastoli

Ergastolo per Domenico Scarola (33 anni) di Tarsia, e Salvatore Francesco Scorza (37), di Castrovillari. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne a carico dei due assassini di Rosellina Indrieri (45 anni) e di sua figlia Barbara De Marco (26), uccise a San Lorenzo del Vallo nella serata del 16 febbraio 2011, in quella passata tristemente alla cronaca come la strage di San Lorenzo del Vallo”.

Indelebile l’immagine del corpo privo di vita della giovane, accasciato sulla ringhiera del balcone della sua casa. Le due donne vennero uccise in risposta (e ad un mese esatto) all’omicidio di Domenico Presta (22 anni), figlio del presunto boss locale Franco. Le vittime erano, infatti, la cognata e la nipote di Aldo De Marco, il commerciante che un mese prima, a Spezzano Albanese, avrebbe ucciso a colpi di pistola Domenico Presta durante una lite.

Nell’aprile successivo fu ucciso anche Gaetano De Marco, marito e padre delle due donne.

La “Strage di San Lorenzo”

Alle 20 circa del 16 febbraio 2011 i killer fecero irruzione nell’appartamento della famiglia De Marco, in una palazzina popolare, e spararono – tra l’altro – con una mitraglietta Uzi. Silos De Marco, figlio di Rosellina e fratello di Barbara, rimase ferito; Rosellina Indrieri fu uccisa in casa, mentre sua figlia Barbara fu colpita alla schiena e uccisa mentre tentava una fuga disperata sul balcone. In casa c’era anche Gaetano De Marco, il marito di Rosellina Indrieri, che stava dormendo in un’altra camera e probabilmente non fu visto dai killer, ma poi fu ucciso in un altro agguato nell’aprile successivo. È grazie alla testimonianza del figlio ventenne Silos, ferito ad un braccio e ad un fianco, che si riuscì a risalire ai due killer.

 

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