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“Sulla Statale 106 jonica siamo rimasti agli anni ’70”

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La chiusura della Statale 106 Jonica per l’intera giornata di ieri, a causa del ribaltamento nel territorio di Strongoli di un’autocisterna che trasportava 13mila litri di Gpl, ripropone brutalmente tutti i problemi legati ai trasporti lungo la fascia costiera jonica. La mancanza di investimenti, di un programma concreto a lungo termine, i soldi sprecati per interventi sempre “in emergenza” e mai risolutivi. Da un lato la politica e le amministrazioni che s’incontrano, parlano, aprono tavoli; dall’altra i fatti, concreti e drammaticamente brutali. La questione, all’indomani dell’incidente, la solleva l’associazione “ Basta vittime sulla Strada Statale 106”, che scrive: “Nella giornata di ieri la strada Statale 106 ionica è rimasta bloccata dalle 11:00 del mattino fino ad oltre le 22:00. Il traffico è stato deviato su strade locali interne, nel tratto che attraversa il territorio di Marina di Strongoli, a causa del ribaltamento di un’autocisterna che trasportava 13.000 litri di Gpl.

Sono tre le buone notizie: l’autista del mezzo non è deceduto e non ha riportato ferite gravi; il ribaltamento del mezzo è avvenuto in un luogo in cui è stato possibile deviare il traffico sulla viabilità interna; l’incidente non è avvenuto d’estate ma in un momento dell’anno in cui c’è poco traffico”.

Elogiato il gran lavoro fatto dalle Forze dell’ordine, e dai Vigili del Fuoco, che si sono prodigati per recuperare e travasare il gas, l’associazione evidenzia con amarezza “quanto siano enormi le dimensioni di arretratezza infrastrutturale in cui versa la Calabria jonica. Parla, quindi, “di una Calabria con sole due strade, l’A2 da una parte ed una mulattiera dall’altra, che al primo problema resta bloccata per un giorno intero. Nel 2017, è triste dirlo, sulla Ss 106 siamo rimasti agli anni ’70”.

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