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Terme Luigiane, la palla passa alla Regione

No ad un ulteriore proroga, sì ad un progetto di rilancio credibile e duraturo. È netta la posizione emersa nel corso dell’assemblea dei dipendenti delle Terme Luigiane, utile per delineare le proposte da avanzare alla Regione Calabria ed ai comuni di Guardia Piemontese ed Acquappesa. Il dibattito verte sulla gestione degli stabilimenti termali, sul passaggio della concessione sulle acque, da perpetue a temporanee, ed ovviamente sui livelli occupazionali. Tutti i lavoratori hanno votato all’unanimità contro l’ennesima proroga dell’attività, che non offrirebbe alcuna stabilità e continuità lavorativa. Al dibattito non è stata stata invitata la Sateca, la società di gestione, il cui gradimento in questo momento è ai minimi storici presso i circa 500 lavoratori, più o meno equamente suddivisi fra diretto ed indotto. Per la direttrice, Valentina Pulzella, se non s’individua una soluzione la crisi delle Terme rischia di ripercuotersi in maniera drammatica su tutto il territorio.

In posizione d’attesa, ma sempre più impaziente, anche il sindacato che subordina alle risposte attese dalla Regione ogni decisione in merito ad ulteriori azioni di protesta. Gerardo Calabria, della segreteria regionale della Cisl, rigetta ogni ipotesi di soluzione della vertenza che dovesse rivelarsi transitoria.

I lavoratori sperano ancora che la politica possa offrire una risposta alla crisi delle Terme. Per quasi tutti, esse hanno rappresentato la possibilità di lavorare nella propria terra d’origine: il loro timore è di non poter far fronte ai progetti di vita e di dover ricominciare daccapo, e soprattutto altrove