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Tornano visibili i tesori del Museo di Capocolonna: è c’è anche una lucerna recuperata in mare (FOTO)

Scritto da: FRANCESCA TRAVIERSO

Una grande vasca in marmo ad accogliere i visitatori e poi, all’interno, una curiosa lucerna in bronzo a forma di piede. Sono le novità più significative che i visitatori possono trovare al Museo archeologico nazionale di Capocolonna, che ha appena riaperto i battenti dopo importanti lavori di ristrutturazione. A illustrarle è stato il direttore del Museo, Gregorio Aversa, in una visita guidata che ha accompagnato qualche decina di visitatori.

Il museo è stato riaperto dopo una serie di interventi, il più delicato dei quali ha riguardato la pavimentazione; per sistemare le infiltrazioni di acqua, infatti, è stato necessario mettere a posto il sistema di deflusso delle acque piovane, il che ha richiesto più tempo del previsto.

In occasione della riapertura al pubblico, dunque, si è scelto innanzi tutto di “recuperare un “labrum” (grossa vasca) in marmo che era conservato nei depositi e posizionarlo all’ingresso del museo – spiega Aversa – per creare un collegamento con il museo archeologico di Crotone, il cui ingresso è caratterizzato a sua volta dalla presenza di due vasche in marmo simili. Quella di Capocolonna è stata ritrovata nelle acque di punta Scifo, e appartiene al carico di marmi trasportato da una nave naufragata in epoca romana. Fu trovato da persone del posto, che lo consegnarono alla Soprintendenza”

Storia simile quella della bella lucerna in bronzo esposta all’interno del museo. “È una lucerna a forma di piede, in ottime condizioni, risalente al I o II secolo dopo Cristo, trovata in mare da un sub e consegnata al museo nel 2015”.

Lungo il percorso del museo è possibile visionare alcuni filmati realizzati nel corso di interventi di archeologia subacquea; ma c’è anche un monitor interattivo che descrive il luogo dal punto di vista ambientale, e richiama anche altri luoghi d’Europa coinvolti nel progetto europeo Interreg assieme al sito di Capocolonna.

Infine, all’esterno della struttura, i visitatori possono osservare i pezzi di mura romane recuperati in mare di recente, nel corso degli interventi di messa in sicurezza della falesia nel tratto che si trova subito sotto la chiesetta della Madonna di Capocolonna. Mura che erano finite in mare in un crollo risalente agli anni ’40 circa, e che ora sono state recuperate prima del posizionamento in mare dei massi a supporto della falesia. “È una sistemazione temporanea – spiega Aversa – perché stiamo studiano un allestimento che permetta di valorizzare i reperti ed il sito”.

Sistemati i problemi che impedivano la riapertura del Museo, ora si deve pensare al personale di custodia. Al momento è composto da soli tre operatori, due dei quali andranno in pensione a fine anno: un problema che il ministero è chiamato a risolvere, magari entro l’estate.

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