sabato, 15 giugno 2024

Torture ai migranti nel “ghetto libico”, nigeriano arrestato al Cara di Isola Capo Rizzuto

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È accusato di essere uno dei torturatori di migranti segregati nel famigerato  ‘ghetto libico’ il 21enne nigeriano fermato nei giorni scorsi dalla Polizia di Crotone e Agrigento presso il Cara “S. Anna” di Isola di Capo Rizzuto. Il fermo è stato emesso dalla Dda di Palermo nei confronti di Gift Deji, detto Sofi, che anche in base al racconto delle vittime è stato individuato come uno dei membri di una organizzazione a delinquere a carattere trasnazionale dedita alla tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il nigeriano è stato riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie commesse in Libia all’interno del ‘ghetto di Alì il Libico’, dove i migranti, in attesa della traversata in mare verso le coste italiane, sono stati ridotti in schiavitù e torturati per estorcere loro denaro. Deji, dapprima migrante, si sarebbe offerto di entrare a far parte del gruppo di criminali al fine di potere, in seguito, intraprendere gratuitamente la traversata verso l’Italia.

Ecco come le vittime descrivono gli atti di violenza inflitti da Deji Gift, attualmente rinchiuso nel carcere di Catanzaro: “Ogais John detto Rambo (già arrestato nei mesi socrsi ndr), si avvaleva della collaborazione di un altro mio connazionale chiamato con il nome di Sofi, attualmente ospite a Capo Rizzuto. Quest’ultimo, in cambio di ottenere il viaggio gratuito verso l’Italia, si prestava più volte a torturare i migranti presenti all’interno del ghetto. Le violenze consistevano nel colpire in diverse parti del corpo i migranti tenuti in ostaggio, con molta violenza, mediante l’utilizzo di una cintura in cuoio e tubi di gomma. Ho visto più volte Sofi utilizzare sui prigionieri due cavi elettrici collegati alla corrente elettrica come strumento di tortura”.

E’ stata una indagine complessa quella che ha portato ad individuare finora tre dei componenti di questa organizzazione. Nel marzo scorso è arrivato il fermo, emesso dalla Dda di Palermo, di Sam Eric Ackom, ghanese, primo soggetto della cellula criminale indicato dalle vittime come il responsabile di gravissimi atti di violenza all’interno del ghetto di Alì il Libico. Poi, sempre presso il Cara di Isola Capo Rizzuto, è stato arrestato John Ogais  detto  “Rambo”, un nigeriano di 25 anni individuato come uno dei complici di Ackom.