Catanzaro Cronaca Notizie

“Tyche 2”, a Lamezia Cristaudo ai domiciliari, sequestrate 7 società

Scritto da:

Nonostante l’interdizione ad esercitare l’attività di impresa per via delle accuse di bancarotta fraudolenta, omessa dichiarazione dei redditi e peculato, avrebbe continuato indisturbato a gestire in maniera occulta le proprie attività. Per questo è finito agli arresti domiciliari Giuseppe Cristaudo, imprenditore lametino di 48 anni, operante nel settore della gestione di sale gioco e biliardi, videogames e slot machine, in esecuzione di un’ordinanza cautelare che ha portato anche al sequestro di sette società a lui riconducibili. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari di Lamezia Terme su richiesta della locala Procura, arriva ad aggravare la misura già emessa a carico di Crisaudo nell’ambito dell’Operazione “Tyche 2” e culminata, nello scorso mese di giugno, nella notifica all’imprenditore e sua moglie, Titina Caruso, del divieto temporaneo di esercitare ogni attività di impresa e nell’ingente sequestro di immobili, apparecchi da gioco e di una sala bowling da 12 piste della “Casimò Entertainment S.r.l.”. Marito e moglie, del resto, erano stati già colpiti nel novembre 2015 da misure interdittive nell’ambito dell’Operazione “Tyche” con l’accusa di peculato, bancarotta fraudolenta, dichiarazione infedele e circonvenzione di incapace, relativamente al del fallimento della “Caruso Group S.r.l”.

Ma il prosieguo delle indagini, condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro, e coordinate dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, e dal sostituto, Marta Agostini, avrebbe poi consentito di appurare che Cristaudo, nonostante il divieto impostogli dall’autorità giudiziaria, continuava a dirigere personalmente attività commerciali formalmente intestate alla moglie e al figlio. Secondo quanto emerso dalle attività delle Fiamme gialle, infatti, l’imprenditore avrebbe continuato a recarsi presso i locali della “Casimò Entertainment S.r.l.” e della “Slot Village S.r.l.” dove contattava fornitori, impartiva quotidianamente direttive ai dipendenti, e assicurava una costante e scrupolosa presenza. Cristaudo, inoltre, avrebbe continuato a occuparsi degli incassi delle due società, avendo accesso diretto a casse e cassaforti. Sulla base degli elementi raccolti, grazie anche a specifiche attività tecniche, il gip di Lamezia ha dunque accolto la richiesta dell’ufficio di Procura, disponendo, oltre agli arresti domiciliari per l’imprenditore, anche il sequestro delle sette società attive riconducibili direttamente o indirettamente a lui o ai suoi familiari, per la necessità di evitare di aggravare o protrarre le conseguenze dei reati contestati o, soprattutto, agevolarne la commissione di altri. Le sette società a cui i finanziari hanno apposto i sigilli hanno tutte sede a Lamezia Terme: cinque sono attive nel settore delle sale gioco e biliardo, una è un bed and breakfast ed una si occupa di noleggio di imbarcazioni da diporto.

Olga Iembo

Condividi su
1 Condivisioni

Commenti

Clicca qui per commentare

 

DIRETTA VIDEOCALABRIA

VIDEO ONLINE – AGENZIA VISTA