martedì, 28 maggio 2024

Un concreto impegno antimafia: l’appello di Libera e Avviso Pubblico

Le due associazioni lo hanno richiesto ai candidati alle competizioni elettorali di giugno in un appello

Trasparenza e legalità: sono queste le richieste che Libera ed Avviso Pubblico fanno ai candidati alle competizioni elettorali di giugno. Le due associazioni hanno presentato un appello ai candidati e alle candidate alle elezioni amministrative ed Europee 2024 affinché si impegnino ad inserire il tema delle mafie e della corruzione all’interno dei programmi elettorali. L’appello – già sottoscritto da oltre 200 candidati, poichè lanciato il 21 marzo in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia – è stato presentato a Catanzaro alla presenza – tra i vari – del coordinatore regionale di Libera Giuseppe Borello, del coordinatore nazionale di Avviso Pubblico Pierpaolo Romani, e di quello regionale Giuseppe Politanò.

Il documento di Libera ed Avviso Pubblico

Perseguire l’interesse generale, il bene della comunità e la promozione dei diritti e dei doveri di cittadinanza di ciascuna/o è il faro che in una democrazia deve guidare l’agire politico. La politica, intesa come servizio, deve essere autorevole, credibile e responsabile agli occhi dei/delle cittadini/e. Deve sapere analizzare i problemi e proporre delle soluzioni concrete. Chi si candida a ricoprire un ruolo politico, a livello locale ed europeo, deve essere non solo una persona di specchiata onestà, ma anche competente e responsabile. Questa consapevolezza è necessaria se si vogliono concretamente contrastare possibili condizionamenti mafiosi e corruttivi che, se incontrano una politica debole o una politica che mira a vincere a tutti i costi, non guardando da chi e per quali motivi arriva il sostegno, agiscono per inquinare il confronto democratico al fine di asservirlo all’interesse di pochi e a logiche di sopraffazione e predazione dei beni comuni.

Tutto questo vale, e varrà ancora di più in questa tornata elettorale e nei prossimi anni in cui, a causa del sommarsi di varie crisi – economica, sociale, climatica – e delle guerre in corso, siamo, e saremo, impegnati ad affrontare uno scenario nazionale ed internazionale particolarmente delicato, che rischia di minare pericolosamente le basi della democrazia e del patto sociale che ne è alla base. Per questo, in vista della prossima tornata elettorale che coinvolgerà sia il livello amministrativo che il livello europeo chiediamo a tutte le candidate e i candidati di sottoscrivere pubblicamente questo appello e ai/alle cittadini/e di andare a votare. Il voto è un dovere civico, come ci ricorda l’articolo 48 della Costituzione, ed è la forma più concreta di partecipazione democratica alla vita della propria comunità.

L’appello

Le mafie e la corruzione sono minacce attuali, reali e concrete che attentano il benessere, la sicurezza e lo sviluppo democratico, civile, economico e sociale dell’Italia e dell’Europa. Per questo motivo, sottoscrivo questo appello e mi impegno a:

1. inserire tra i punti qualificanti del mio programma elettorale il tema della prevenzione e del contrasto alle mafie, alla corruzione e all’evasione/elusione fiscale e di organizzare delle iniziative specifiche su questi temi finalizzati a promuovere la cultura della trasparenza, della partecipazione civica e della cittadinanza responsabile.

2. praticare un comportamento consono al mio ruolo pubblico, rapportandomi con gli altri/le altre candidati/e e con i/le cittadini/e nel rispetto dei principi della Costituzione italiana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

3. rendere pubblici su un sito internet, nei social network e con qualsiasi altro mezzo di comunicazione, i finanziamenti ricevuti a sostegno della mia campagna elettorale e le modalità di impiego del denaro raccolto. Mi impegno a rispettare i vincoli di legge che fissano un tetto massimo di spesa per la campagna elettorale.

4. proporre la redazione e l’approvazione di un codice di autoregolamentazione dei consiglieri/delle consigliere comunali e regionali e dei/delle parlamentari europei, in materia di legalità e trasparenza, prendendo spunto dalla Carta di Avviso Pubblico, considerata buona pratica dalla Commissione Europea.

5. fare in modo che siano finanziati programmi di formazione del personale dipendente dei Comuni, delle Regioni, del Parlamento Europeo nonché progetti di promozione della cultura della cittadinanza attiva e responsabile dedicati ai/alle giovani italiani ed europei, studenti/esse e non.

6. favorire l’accesso agli atti e a promuovere l’utilizzo di strumenti e linguaggi che consentano ai/alle cittadini/e di poter conoscere e comprendere con facilità i contenuti e le motivazioni delle scelte politico-amministrative assunte, anche promuovendo percorsi di Open Government e di cittadinanza monitorante, in collaborazione
con organizzazioni attive in questo campo.

A livello europeo:

7. a fornire il mio contributo affinché sia attuata la Strategia dell’UE per la lotta alla criminalità organizzata 2021-2025 e a chiedere l’istituzione di una Commissione speciale alla criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio di denaro al Parlamento Europeo, assicurando che la stessa possa operare con risorse umane e finanziarie adeguate.

8. a creare una rete europea di amministratori/trici pubblici/che impegnati/e nella lotta alle mafie e alla corruzione e un Forum della società civile impegnata per la promozione della cultura della legalità democratica, che si rapportino con il Parlamento e la Commissione Europea, come richiamato nel manifesto “A chance for Europe”, promossa da Libera in Europa.

A livello comunale e regionale:

9. a istituire un assessorato, o una delega specifica, sui temi oggetto di questo appello, adoperandomi affinché sia attivata anche una voce specifica nel bilancio regionale e sia prevista la costituzione di parte civile del Comune e della Regione in processi afferenti i reati di mafia e corruzione.

10. a far attivare strumenti e a sottoscrivere accordi di collaborazione tra il Comune/la Regione e le istituzioni preposte a prevenire e a contrastare mafie, corruzione, evasione/elusione fiscale, delitti contro l’ambiente, usura e riciclaggio di denaro di provenienza illecita, favorendo il processo di digitalizzazione dell’ente, la condivisione e l’incrocio dei contenuti delle banche dati.

11. a fare in modo che il Comune e la Regione si impegni in politiche pubbliche per favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati presenti sul territorio, attraverso programmi di finanziamento specifici e pratiche di partecipazione democratica per la comunità; a fare in modo che il Comune e la Regione rispettino gli obblighi di trasparenza previsti dal Codice Antimafia.

interviste:
Pierpaolo Romani – coord. naz. Avviso Pubblico
Giuseppe Borello – coord. reg. Libera