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Un incubo lungo 10 anni: costretta a prostituirsi e ad abortire

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Costretta a prostituirsi per ripagare il debito contratto per arrivare in Italia. L’ennesima storia di sfruttamento della prostituzione ai danni di giovani donne straniere arriva da Rossano dove gli uomini della Polizia di Stato hanno arrestato, su disposizione del gip del Tribunale di Castrovillari Carmen Ciarcia, il 36enne C.V.. L’uomo è accusato di  induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed estorsione. La misura è stata richiesta dal pm Antonino Iannotta della Procura di Castrovillari, guidata da Eugenio Facciolla.
Gli agenti avrebbero accertato, dopo la denuncia della vittima, che l’uomo arrestato avrebbe indotto la donna a prostituirsi con la violenza, e poi ne avrebbe sfruttato l’attività. Così dal 2007 al 2008 la donna sarebbe stata costretta a prostituirsi per saldare il debito contratto per raggiungere l’Italia con un’altra persona rumena riconducibile ad alcune famiglie di etnia Rom in Romania. In particolare quest’uomo l’aveva accompagnata in Italia con la falsa promessa di lavorare come parrucchiera, per poi “venderla” a C.V. Più volte la vittima ha tentato di liberarsi dalla schiavitù, ma l’uomo l’avrebbe costretta a proseguire, minacciandola e usandole violenze fisiche. Arrivando fino a usare plastica bollente per bruciare la donna sul ventre, a colpirla con calci e pugni e a ferirla con un coltello. In due occasioni la malcapitata è stata persino costretta ad abortire.
Lo sfruttamento è continuato per 10 anni fino al 2017 quando la donna, riuscita a ricongiungersi con la figlia, ha trovato il coraggio di allontanarsi dalla casa dello sfruttatore e denunciarlo.

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