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Un modello Draghi anche per la Calabria? Solo l’unione dei migliori potrebbe farci uscire da una condizione spaventosa!

Forza Italia, Pd, Fdi, e anche quella Lega che ha capito quanto Spirlì sia stato un grave errore politico, ora dovrebbero solo pensare al bene di due milioni di Calabresi Scritto da:

La Calabria necessita al più presto di un progetto politico importante, strategico, forte, all’altezza delle tante e difficili sfide esistenti. Il balletto continuo di alleanze costruite sulla carta e disomogenee, che poi alla prova dei fatti hanno quasi sempre fallito, deve finire. In Calabria le forze migliori e più sane devono unirsi perché i prossimi 4-5 anni saranno decisivi. Non ci si può consentire il lusso di sbagliare, di affidarsi a mani incerte, di tentennare, di lasciare correre il fiume impetuoso senza intervenire.
Il presunto bipolarismo che l’Italia sta vivendo da alcuni decenni, e che però è saltato dalle ultime elezioni politiche a oggi, merita di essere rivisto anche a livello regionale. Ma che senso ha, nel 2021, parlare di centrodestra e di centrosinistra, appellandosi a visioni ideologiche che non esistono più? Anzi, paradossalmente le visioni ideologiche avrebbero più senso a livello europeo e nazionale, dove si decidono questioni riguardanti non solo gli assetti economico-sociali ma anche altro, come nel caso dei diritti civili. Ma a livello regionale, provinciale e comunale, dove essenzialmente occorre occuparsi di “cose buone da realizzare”, si tratta solo di capire con chi realizzarle, quali sono i compagni di viaggio giusti: persone equilibrate, sagge, competenti, serie, oneste. A livello regionale e comunale per andare avanti bene basterebbe questo: selezionare il meglio e metterlo assieme, senza farsi condizionare da frange minoritarie che in un’ottica di bipolarismo obbligato diventano poi una zavorra.
Nel caso specifico della Calabria, Pd e Forza Italia, ma anche Fdi, dovrebbero trovare la forza di dialogare assieme. Potrebbe farlo anche la Lega, se però il partito regionale dimostrasse di essere contrario ed estraneo alla deprimente stagione politica che fa riferimento a Nino Spirlì, parentesi inconcludente e inaccettabile della vita pubblica calabrese. Giudizio politico, per carità, quello su Spirlì, senza nessun riferimento a nulla di altro. Ma la politica se non funziona condiziona la vita di tutti e quindi Spirlì oggi è un problema politico serio da superare, da pensionare, da mandare a casa. Del resto se per caso qualcuno dell’entourage di Matteo Salvini dovesse ritenere Spirlì elemento politicamente capace, perché non lo si esporta in Lombardia, in Veneto, a Roma? Potrebbe andare a dare una mano ad Attilio Fontana a Palazzo Lombardia, o nel Lazio dove sembra emergere qualche difficoltà, compreso qualche indispensabile giovane collaboratore ritenuto così prezioso da essere spostato da altri ambiti lavorativi!
Riprendiamo il ragionamento: un modello “Draghi” andrebbe applicato anche alla Calabria, però coinvolgendo tutti i partiti dotati di buona volontà. Siamo certi che di fronte al bene della Calabria, a misure concrete di sviluppo, politici come Nicola Irto, Roberto Occhiuto, Wanda Ferro ed altri, compresi esponenti della Lega, non avrebbero nessuna difficoltà a votare compatti. Calabresi, sveglia! Finora le bandiere issate e fatte sventolare tanto per, guardando più alla gestione pratica del potere che non al bene di tutta la Calabria, non hanno dato risultati positivi, ma hanno solo prolungato e peggiorato l’agonia di una regione stracolma di emergenze, di disoccupati e di sottoccupati. Tra le luci e le ombre hanno prevalso le ombre. Lo spartito della politica calabrese deve cambiare e si deve emancipare dalle liturgie romane, altrimenti si fa solo l’interesse di pochi eletti o aspiranti eletti. Avere solo la Calabria nel cuore. È questo che serve!

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