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Un patrimonio culturale restituito dai Carabinieri alla collettività (fotogallery)

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Oltre 3200 pezzi di grandissimo interesse culturale per un valore stimato di oltre 2 milioni di euro. Sono numerosi, e di grande valore, i beni culturali pubblici e privati recuperati nel 2016 dai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, che per la Calabria ha sede a Cosenza. Si tratta di reperti archeologici provenienti da siti magnogreci e appuli; reperti paleontologici messi in vendita online; opere d’arte contemporanea contraffatte; preziose pergamene manoscritte recuperate; opere pittoriche e scultoree rubate.

Le attività dell’ultimo anno sono state riassunte e illustrate in una conferenza stampa tenuta presso Palazzo Arnone dal comandante provinciale dei Carabinieri di Cosenza, colonnello Fabio Ottaviani, e al comandante del Nucleo Tpc, capitano Carmine Gesualdo. Gesualdo ha sottolineato, tra l’altro, le due importanti operazioni portate a compimento nel giro di poco più di un anno. Una a Vibo, l’operazione “Purgatorio”, in cui i militari hanno recuperato reperti archeologici di epoca greca trafugati negli anni dall’antica “Hipponion” attraverso dei tunnel sotterranei profondi anche 30 metri e scavati dai tombaroli proprio nel cuore della città.

L’altra, “Tempio di Hera”, che ha portato all’arresto dei componenti di un’organizzazione criminale dedita allo scavo clandestino, all’impossessamento illecito, alla ricettazione e al danneggiamento di reperti archeologici, alcuni dei quali nel sito di Capocolonna. “Entrambe operazioni – ha spiegato Gasualdo – in cui erano coinvolti importanti esponenti dei clan locali (Pantaleone Mancuso di Limbadi e Francesco Arena di Isola Capo Rizzuto), a testimonianza dell’interesse che la ‘ndrangheta ha per il traffico illegale di reperti archeologici”.

Evidenziato anche il sequestro di un importante sito archeologico risalente al IV-III sec. a.C., ubicato nel centro storico del Comune di Cosenza, e gravemente danneggiato a causa del profondo stato di degrado e abbandono in cui era stato lasciato. E poi, in ambito paesaggistico, il sequestro a San Giovanni in Fiore di un impianto per la produzione di inerti con annessa area di cava, per un totale di 14 mila mq, abusivamente realizzata all’interno di area demaniale di interesse paesaggistico.

Particolare soddisfazione l’ha data il sequestro presso l’aeroporto di Reggio Calabria di 42 reperti archeologici messicani di origine precolombiana, restituiti a Roma alle autorità messicane. E il recupero a Cassano allo Ionio di 17 pergamene del tipo “Antifonario”, manoscritte tra il 1500 ed il 1700, rubate dall’Archivio di Stato di Cosenza nel 2003. Il Nucleo Tpc di Cosenza ha partecipato inoltre – ha spiegato il colonnello Ottaviani – con i suoi due componenti, alla task force Carabinieri “Unite 4 heritage” (I Caschi blu della cultura), nelle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale delle regioni dell’Italia centrale colpite dai recenti eventi sismici.
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