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Una panchina gialla per Giulio Regeni: da Casali del Manco la speranza di giungere alla verità

L'iniziativa, sposata dalle istituzioni locali, è nata su suggerimento di una cittadina Scritto da:

“Grazie per il gentile pensiero rivolto a Giulio come persona curiosa e colta, come cittadino del mondo. L’abbraccio affettuoso ci sembra un bel modo di ricordarlo, con l’auspicio che questa panchina non diventi luogo di ricordo ma di memoria e partecipazione attiva”. Questo il messaggio fatto pervenire dai signori Regeni, Paola e Claudio, in occasione dell’inaugurazione della prima panchina gialla in memoria del figlio, rapito, torturato ed ucciso in Egitto e per il quale non smettono di chiedere verità. La panchina, posizionata dinnanzi la scuola primaria di contrada Morelli a Casali del Manco, nata su suggerimento di una cittadina, Emilia Rovito, è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale. «Non è un caso la vicinanza con la scuola perché è qui che fiorisce la cultura e cresce la speranza di un futuro al cui centro vi sia il rispetto dei diritti umani» – ha dichiarato il presidente del Consiglio Comunale, Luca Covelli. Presente all’evento anche il sindaco Nuccio Martire che ha dichiarato: «Libertà vuol dire democrazia, vuol dire chiedere verità anche quando questa può apparire scomoda. Un gesto, quello di posizionare una panchina, non solo simbolico ma, soprattutto, di azione verso partecipazione del territorio». A pochi giorni dal processo contro gli 007 egiziani accusati di indicibili torture mortali, «ci pare davvero un bel modo per onorare la vita di Giulio Regeni» – ha concluso don Gianni, dopo aver dato la sua benedizione alla panchina, con l’auspicio che si posso presto giungere a delle risposte.

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