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Un astio personale fortissimo alla base dell’omicidio Tersigni: i dettagli degli arresti (VIDEO)

Un astio personale fortissimo, probabilmente maturato nella cella del carcere che hanno condiviso per un mese diversi anni fa. Sarebbe questa la ragione che avrebbe spinto Francesco Oliverio, 29 anni, di Crotone, a commissionare l’omicidio di Giovanni Tersigni, avvenuto il 7 settembre scorso nel centro storico di Crotone. Cinque le persone coinvolte nel fatto di sangue, sul quale la Polizia di Crotone ora ritiene di aver fatto piena luce. A Paolo Cusato e Dimitar Todorov, già arrestati poche ore dopo l’omicidio, si sono aggiunti Oliverio, e poi Cosimo Berlingieri (28 anni) e Cosimo Damiano Passalacqua (23 anni), entrambi di Catanzaro.

A sparare materialmente sarebbe stato Cosimo Berlingieri, accompagnato da Cusato e Passalacqua dopo un breve briefing sotto casa di Oliverio. Quest’ultimo avrebbe seguito l’azione di fuoco da vicino. Raggiunto Tersigni, Berlingieri avrebbe sparato un colpo in aria ed uno contro la vittima; Tersigni avrebbe provato a fuggire, ma sarebbe stato raggiunto da Berlingieri e ferito con altri colpi. Qualche ora dopo sarebbe morto in ospedale. Subito dopo la sparatoria, Cusato si sarebbe liberato della pistola, dei guanti e della maglia indossata dal killer, infilandoli in una busta e gettandoli sul tetto di una casa, dove la polizia li ha trovati poche ore dopo. Passalacqua e Berlingieri, invece, sono saliti su un’auto guidata da Todorov che li ha riportati a Catanzaro; il bulgaro, dunque, avrebbe fatto da autista, andando a prendere e riportando a casa i due uomini incaricati da Oliverio di compiere l’omicidio. Tutti sono accusati di concorso in omicidio: a Todorov, Oliverio e Cusato vengono contestati anche reati legati alla droga. Quello di Giovanni Tersigni, dunque, sarebbe stato omicidio volontario e premeditato, sulle cui ragioni si rincorrono diverse ipotesi.

F.T.

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