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Unicef e San Benedetto Abate insieme per l’Unirimi, realizzata in un bene confiscato a Limbadi

Un protocollo d’intesa triennale è stato firmato tra l’Unicef e l’associazione “San Benedetto Abate” per l’attuazione del progetto di riconversione e riutilizzo sociale di un bene confiscato alla cosca Mancuso a Limbadi. Si tratta dell’Università della ricerca, della memoria e dell’impegno (Unirimi) intitolata a “Rossella Casini”, studentessa fiorentina di 25 anni uccisa a Palmi nel 1981. La struttura di Limbadi è stata assegnata all’associazione “San Benedetto Abate” due mesi fa.

Il presidente di Unicef Italia Francesco Samengo e quello della “San Benedetto Abate” don Ennio Stamile sono i firmatari dell’accordo che prevede azioni culturali, di formazione e sensibilizzazione sulla giustizia sociale, sulla cultura della legalità, della solidarietà e dell’ambiente, sulla memoria delle vittime di mafia e dei protagonisti dell’antimafia.

L’idea è anche quella di favorire alcune collaborazioni interistituzionali per incentivare l’educazione alla cittadinanza nelle scuole, negli enti e nel territorio. “La formazione delle nuove generazioni – ha spiegato don Ennio Stamile – passa attraverso la conoscenza dei fenomeni criminali mafiosi e corruttivi, di pratiche per l’educazione alla legalità e di valorizzazione dei beni confiscati”.

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