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Usura ed estorsione, cinque misure cautelari nel Cosentino (VIDEO)

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Usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Sono le accuse mosse alle 5 persone coinvolte nell’operazione che a Cosenza ha smantellato un giro di usura ai danni di commercianti e piccoli imprenditori, ma anche di gente comune che per qualche ragione si era trovata in difficoltà economiche. La Polizia del capoluogo bruzio ha arrestato 4 persone – una ai domiciliari – e notificato un divieto di dimora su ordinanze emesse dal Gip su richiesta della Procura. Le indagini hanno documentato prestiti di denaro con l’applicazione di tassi di interesse elevatissimi. Decisive le testimonianze di alcune delle vittime, che hanno denunciato gli “strozzini”; questi ultimi avrebbero prestato denaro a tassi usurai che arrivavano al 57% mensile, al 230% a bimestre e all’850% a trimestre, facendosi consegnare le tessere bancomat o postapay. Dalle indagini è emerso che agli strozzini si erano rivolte 16 persone tra disoccupati, artigiani, operai, muratori, imbianchini e pensionati, che in alcuni casi non potevano pagare le bollette o addirittura fare la spesa. Uno non aveva i soldi per far operare la figlia piccola. Una donna, invece, si era rivolta agli strozzini per il vizio di giocare alle slot machine ed era talmente disperata da minacciare il suicidio e pertanto si è ricoverata in un centro terapeutico. “Dobbiamo continuare a dire alla collettività: se denunciate lo Stato c’è, è con voi e interviene. Se voi denunciate noi operiamo” ha detto il procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo

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