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Variante alla Ss 106: le opportunità per il territorio e i dubbi sulle modifiche di Anas al progetto

Scritto da: REDAZIONE

Da più di 20 anni è uno dei punti nodali di diverse battaglie civiche e di tutte le campagne elettorali. Ma ad oggi, la nuova Strada Statale 106 Jonica, per la provincia di Crotone sembra ancora ben lontana dall’essere qualcosa di più di un buon proposito. Eppure la provincia di Crotone è l’unica della regione a non essere attraversata da neppure un tratto di autostrada o di strada statale extraurbana di categoria B (vale a dire a due corsie per ogni senso di marcia). Questo implica che tra Sibari e Sellia Marina l’isolamento della costa e dell’entroterra siano praticamente assoluti, con gravissime ripercussioni sui tempi di percorrenza (e dunque sull’economia) e sulla sicurezza. E si tratta di un isolamento che, paradossalmente, potrebbe essere acuito dal nuovo collegamento tra la sibaritide e l’autostrada del Mediterraneo.

Un progetto, però, c’è, a collegare Crotone nord con Catanzaro, attraverso un percorso che riduce di 24 km la distanza tra i due capoluoghi e, soprattutto, diminuisce del 70% i tempi attuali di percorrenza, grazie ad una strada 4 corsie con limite di velocità a 110 km/orari. L’ha elaborato l’ingegnere crotonese Antonio Bevilacqua, che lo ha condiviso con gli enti pubblici del territorio che più ne trarrebbe beneficio, incassando il placet di 51 comuni e delle 2 province di Crotone e Catanzaro.

In provincia di Crotone ci sono solo 5 chilometri di strada a doppia corsia a bypassare l’area industriale e alcune contrade a nord della città capoluogo. È proprio a questo tratto che si raccorderebbe – poco più a nord della rotonda di Passovecchio – il nuovo tracciato proposto da Bevilacqua e fatto proprio dagli enti pubblici. Non tutto, però, va nella direzione indicata dall’ingegnere crotonese. Se è vero, infatti, che la Giunta regionale ha autorizzato l’Anas a derogare al dibattito pubblico e a dare il via alla progettazione del nuovo tratto di strada, è altrettanto vero che il progetto presentato di recente dall’Anas è sostanzialmente diverso da quello originale, con aggravio di costi – spiega Bevilacqua – e interventi previsti in zone in cui saranno difficilmente realizzabili, rendendo necessarie variazioni in corso d’opera che porteranno via altro tempo prezioso.

Uno dei punti chiave, per esempio, è il tratto che corre lungo il vecchio percorso delle ferrovie Calabro lucane, tra Crotone nord e la frazione Papanice: un luogo importantissimo sotto il profilo paesaggistico come pure per gli agricoltori, ma anche un luogo delicato sotto il profilo idrogeologico. Il percorso originale, spiega Bevilacqua, era stato pensato pure per agevolare la viabilità interna, attraverso strade di collegamento secondarie a servizio dei paesi dell’entroterra. Un mezzo per contrastare lo spopolamento del territorio che nel Crotonese è fenomeno drammaticamente più intenso rispetto alla media regionale.

 

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