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Vendemmia 2019: in Calabria sarà prodotto meno vino, ma di qualità (VIDEO)

Alla fine del 2019, la Calabria avrà prodotto meno vino rispetto ad un anno fa, con una riduzione dei volumi stimata nel 3% circa, ma con una qualità che da molto buona è ora valutata come eccezionale. La previsione, alla vigilia della vendemmia, è di Coldiretti Calabria, a commento dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi di quest’anno ed in occasione delle previsioni di Ismea, Assoenologi ed Unione italiana vini, che hanno rivisto le stime di inizio agosto all’avvio della raccolta delle uve. L’Italia è il primo produttore mondiale di vini, con 46 milioni di ettolitri, anche se è atteso un calo della produzione, rispetto al 2018, del 16%, ma il vigneto Calabria si appresta a produrre una delle migliori performance degli ultimi anni: gongola il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, il quale sottolinea la crescita a livelli record delle esportazioni italiane, alle quali la Calabria dà una robusta mano: il vino calabrese rappresenta una delle voci più importanti per l’export verso gli Stati Uniti, paese che è la più importante destinazione extraeuropea per Cirò, Greco, Donnici, Lamezia, e che preferisce tre bottiglie di vino calabrese ogni dieci acquistate. Continuano a crescere anche le esportazioni verso Gran Bretagna e Germania, il che rappresenta indubbiamente anche una spinta ad un continuo miglioramento per i nostri produttori. Che attendono il mese di settembre prima di redigere bilanci definitivi, sia in termini di quantità che di qualità: le condizioni meteorologiche fanno ben sperare, e se le previsioni verranno confermate l’annata sarà di ottima qualità. La produzione calabrese sarà destinata per buona parte alla produzione di vini Doc ed Igt, con un sensibile aumento dei vini biologici ed un dinamismo nuovo anche per le bollicine. La Coldiretti segnala anche dati positivi sui consumi interni, cioè quelli dei calabresi, sempre più consapevoli ed attenti alla qualità e all’origine, con una spesa delle famiglie cresciuta di quasi il 3% in valore nel primo trimestre del 2019, grazie pure ad una sempre maggiore sensibilità dei ristoratori calabresi che nelle loro carte dei vini non fanno mancare le etichette della nostra regione. Secondo Aceto, ad alimentare questo circuito positivo sta contribuendo anche il movimento dell’enoturismo, che opportunamente regolamentato dal Ministero delle politiche agricole sta contribuendo ad affermare il binomio vino-territorio, e che consente alle imprese vitivinicole di accogliere in vigna e in cantina gli enoturisti offrendo loro la possibilità di degustare il proprio vino e di venderlo in abbinamento ad alimenti tipici locali.

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