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VERSO LE POLITICHE | Chiuse le liste, inizia la campagna elettorale: i candidati in Calabria

Si voterà nuovamente con il Rosatellum; con il taglio dei parlamentari, la nostra regione avrà 11 rappresentanti in meno

Parte ufficialmente oggi la sfida per conquistare un seggio nel prossimo Parlamento, che com’è noto avrà 345 posti in meno dopo la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400, e dei senatori da 315 a 200. Per la Calabria, il taglio si traduce in 11 posti in meno, dai 30 che facevano parte della legislatura morente, ai 19 che ci rappresenteranno dal 26 settembre in poi. Mai come stavolta la composizione delle liste è stata aspra e battagliata, poiché la riduzione degli eleggibili ha scatenato una corsa ai primissimi posti nei collegi plurinominali: sono 367, 245 deputati e 122 senatori, i parlamentari che saranno eletti in proporzione ai voti ricevuti dai singoli partiti a livello nazionale, mentre i collegi uninominali assegneranno 221 posti, 147 per la Camera e 74 per il Senato.

Per quanto riguarda la nostra regione, i collegi plurinominali assegnano 12 posti, 8 per la Camera e 4 per il Senato, mentre le sfide maggioritarie mettono in palio sette seggi, 5 per Montecitorio e 2 per Palazzo Madama. Si vota ancora col Rosatellum, lo stesso meccanismo delle elezioni del 2018, un mix di maggioritario e proporzionale che spinge i partiti ad allearsi e che assegna un terzo dei seggi col sistema maggioritario, dunque chi prende più voti è il vincitore, e gli altri due terzi col sistema proporzionale attraverso il meccanismo dei listini cosiddetti bloccati, decisi dai leader dei partiti. Il che spiega il motivo per il quale ci sono collegi il cui esito si può dare pressochè per scontato ed altri in cui la sfida è invece incerta.

Contestualizzando, è facile ipotizzare la conferma degli uscenti che occupano i primi due posti dei principali partiti: dunque Giuseppe Mangialavori di Forza Italia, che però dal Senato traslocherebbe a Montecitorio, e Wanda Ferro, di Fratelli d’Italia, che correndo anche nel collegio uninominale della sua Catanzaro potrebbe lasciare spazio all’ex europarlamentare Alfredo Antoniozzi e ad Eugenia Roccella, sottosegretaria alla sanità del quarto governo Berlusconi. Per quanto riguarda il Pd, strada spianata per il segretario regionale, Nicola Irto, che diventerebbe uno dei senatori più giovani, e per l’uscente Nico Stumpo, capolista alla Camera ed in quota Articolo Uno. I numeri due, Carolina Girasole e l’eterna Enza Bruno Bossio, sono invece più legate agli umori degli elettori, che quattro anni e mezzo fa non furono generosissimi coi dem. Imperscrutabile anche il risultato della Lega: tra le politiche del 2018 e le europee del 2019, il carroccio ha approfittato anche al sud del suo massimo momento di espansione, ma stavolta la candidatura di Salvini come capolista al Senato sembra più un traino per due donne, vale a dire la numero due, l’assessore regionale alle politiche sociali, Tilde Minasi, e la capolista per la corsa alla Camera, la consigliera regionale Simona Loizzo. Il vento impetuoso che gonfia la poppa del centrodestra rende quasi sicura la presenza, tra i senatori calabresi, dell’ex sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, fratello del presidente della Regione, Roberto, e di uno degli assessori più in vista della sua giunta, Fausto Orsomarso, che lascerebbe la responsabilità del turismo alla Cittadella.

La Calabria, come altre regioni e non solo meridionali, pagherà dazio allo strapotere dei leader e delle loro shortlist: e se le candidature di Federico Cafiero de Raho e di Roberto Scarpinato nel Movimento Cinquestelle non possono non essere viste come una scelta di metodo e di campo nella lotta alla ndrangheta, troppo poco evocata in passato ed anche fino a questo momento, più imbarazzi e malumori hanno suscitato le candidature dell’ex ministra delle riforme, Maria Elena Boschi, capolista alla Camera per il polo Renzi-Calenda, con Ernesto Magorno alle sue spalle, e del ministro degli esteri, Luigi Di Maio, capolista di Impegno civico per la Camera.

Il brivido della sfida nei collegi uninominali coinvolgerà anche candidati oggettivamente forti e parlamentari uscenti: tra questi, si segnalano Andrea Gentile, di Forza Italia, figlio dell’ex senatore, Antonio, e nipote di Pino, più volte assessore regionale, Domenico Furgiuele, nella scorsa legislatura unico parlamentare eletto dalla Lega, e Vittoria Baldino, fedelissima di Conte e da questi tenuta in grande considerazione, eletta nel 2018 nel Lazio e determinata a conquistare un seggio da deputata nella sua regione d’origine.

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