sabato, 13 aprile 2024

Vertenza call center: la proposta della Calabria al vaglio del ministero

L'idea di riqualificare i lavoratori coinvolti nella vertenza call-center per poi impiegarli nei processi di digitalizzazione della Pubblica amministrazione è al vaglio del ministero delle Imprese


La proposta della Regione Calabria è praticabile. L’idea di riqualificare i lavoratori coinvolti nella vertenza call-center per poi impiegarli nei processi di digitalizzazione della Pubblica amministrazione è al vaglio del ministero delle Imprese, come confermato al termine del tavolo romano al quale hanno preso parte anche il presidente della regione Roberto Occhiuto, rappresentanti sindacali e Tim.
Si tratta di un progetto pilota che, secondo il ministro Adolfo Urso potrebbe “aprire una strada per salvaguardare coloro che lavorano all’interno del settore delle telecomunicazioni”.
Perché le delocalizzazioni in Albania e in Africa, gli investimenti sull’intelligenza artificiale e sui sistemi di assistenza digitale hanno tagliato i volumi di lavoro. E se in un primo momento i tagli di Tim avevano riguardato solo la Abramo Customer care, ora si sono allargati anche ad altre aziende attive in diverse regioni d’Italia, mettendo a rischio alcune migliaia di lavoratori.
In Calabria e Sicilia gran parte della crisi ruota attorno all’Abramo Customer Care: perché l’azienda calabrese è già in amministrazione controllata, e con lo spettro del fallimento a fine giugno. I tagli di Tim l’hanno praticamente condannata, con oltre mille operatori che già da gennaio avrebbero dovuto essere posti in Cassa integrazione a zero ore. Ottenute due proroghe trimestrali, resta però il nodo legato al fallimento. Secondo i sindacati servirebbe un’azione più incisiva di Palazzo Chigi, visto che Tim annovera tra i suoi azionisti proprio lo Stato, attraverso la Cassa depositi e prestiti. Ma in ogni caso servono misure urgenti, per scongiurare quella che viene definita una vera e propria bomba sociale.
In questo quadro si inserisce la proposta che arriva dalla Calabria e che, utilizzando le risorse del Pnrr e del Fondo per lo sviluppo e coesione nazionale, punterebbe ad utilizzare i lavoratori in attività di dematerializzazione degli archivi comunali e di altri enti pubblici, come le Aziende sanitarie provinciali.
“A nostro avviso – commenta il presidente della Regione, Roberto Occhiuto – la direzione intrapresa è quella giusta, ma c’è ancora molto da fare: il ‘progetto pilota’ per nascere avrà bisogno ancora di qualche mese. Occorre dunque, e questa è la mia richiesta al Governo e a Tim, trovare subito una soluzione transitoria per i lavoratori calabresi e delle altre regioni che hanno i contratti in scadenza nei prossimi mesi, perché non venga interrotto in alcun modo il loro rapporto di lavoro prima della realizzazione di questa idea”.